Crocifissi, sconfitta la Lega

Battaglia trasversale ai partiti in un clima da operetta. Consigliere di FI presenta emendamento facendosi il segno della croce

Quando Luigino Pastorelli, eccentrico consigliere di Forza Italia, prende la parola, il consiglio comunale ha già passato mezz’ora a discutere di crocifissi nelle scuole, e non si sa se ridere o se piangere. 

Pastorelli, con aria contrita, sceglie la terza via: si fa il segno della croce e annuncia: «Io mi segno, perché ora sto pregando». Il climax, nella discussione sull’opportunità di cristianizzare gli edifici pubblici della città, è all’apice.

L’emendamento-preghiera di Pastorelli chiede che venga rispettato il regio decreto del 1924 che invita ad esporre il crocifisso. E’ del tutto simile alla mozione della Lega, che però rinuncia a modificare il proprio documento. 

Il carroccio si era presentato con un testo tutto Dio, patria e famiglia, che successivamente accettava di emendare con l’apporto di Udc e An. Ne veniva fuori uno strano ibrido, in cui però l’imposizione del crocifissi diventava solo un invito a valutarne l’opportunità. Al voto, è tutti contro tutti. Risultato: doppia bocciatura, sia per Lega, An e Udc, sia per la preghiera di Pastorelli.

Vince invece il capogruppo di Forza Italia, Roberto Bosco, che lasciando libertà di coscienza, porta a casa, con una pattuglia di voti berlusconiani, due bocciature a iniziative estranee al vertice del partito di maggioranza.

Pastorelli non la prende bene e, disgiunte la mani dalla preghiera, esce dall’aula inveendo contro i leghisti.
La richiesta di tappezzare le scuole cittadine di crocifissi, mentre a Cassano Magnago e a Busto aveva avuto successo, a Gallarate naufraga, in un clima da operetta.

Dall’opposizione commenti duri: «Iniziative che nascono dalla paura del diverso» dice Barberi di Rifondazione, «siamo alla canna del gas» sbotta Galli dei Ds. Contrari anche il cattolico Lozito (misto) e la Margherita.
Il crocifisso, ridotto a oggetto di discussioni affrettate e a strumento di propaganda, non entra nelle scuole neanche a pregare. Mentre Castano (An), che ha votato in dissenso dal suo gruppo sul testo Lega-Udc, ricorda che forse sarebbe stato meglio ascoltare la voce del prevosto e non parlarne nemmeno. 

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 28 gennaio 2003
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