Difficoltà nel centrodestra: salta il riordino Ipab

Marantelli (Ds): è un fatto di grande rilevanza politica. Martina (Prc): giocano sulla pelle degli anziani. Adamoli: elezioni anticipate?

Il progetto di legge sul riordino delle IPAB (Istituzioni pubbliche di assistenza e beneficenza), dopo l’approvazione dei venti articoli di cui si compone, non ha potuto essere votato nel suo complesso per mancanza del numero legale di consiglieri in Aula. Per regolamento, infatti, la mancata presenza del numero legale per tre volte consecutive comporta la sospensione dei lavori.

La discussione sul progetto di legge, con la votazione dei relativi emendamenti, era regolarmente iniziata questa mattina quando la Lega Nord aveva annunciato di rientrare dall’Aventino, decisione adottata ieri per sollecitare l’assessorato alle Opere pubbliche a dare corso allo stanziamento dei fondi ai Comuni colpiti dall’alluvione lo scorso novembre. I gruppi di opposizione (soprattutto Democratici di Sinistra e Margherita) avevano considerevolmente ridotto il numero dei loro emendamenti tanto che il Consiglio ha proseguito le votazioni “ad oltranza” fino alle prime ore del pomeriggio. Approvati i venti articoli della legge, in fase di dichiarazione di voto sull’insieme del progetto di legge, Democratici di sinistra, Rifondazione Comunista, Verdi e Radicali hanno espresso il loro voto contrario; il gruppo della Margherita ha annunciato il voto di astensione; Lega Nord e i gruppi di maggioranza (FI, AN, Per la Lombardia, Pensionati, Ccd e Cdu) il voto a favore. Ma in sede di votazione finale, il perdurare dell’assenza dai lavori del Consiglio di una decina di consiglieri di Forza Italia, ha indotto il capogruppo della Lega Nord, Davide Boni , a dichiarare l’abbandono dell’Aula da parte dei consiglieri del suo Gruppo, in attesa di un chiarimento politico all’interno della maggioranza. Ciò pur ribadendo la piena condivisione del progetto di legge sulle Ipab. A questo punto, dopo l’abbandono dell’aula da parte dei consiglieri della Lega Nord, verificata su richiesta di Verdi e DS la mancanza del numero legale, la seduta è stata definitivamente sospesa.

«E’ un duro colpo alla maggioranza – dichiara Daniele Marantelli dei Ds – che si trova frantumata su un tema che tocca la riorganizzazione della Sanità. Un fatto di enorme importanza politica, che testimonia le difficoltà di Formigoni di fronte agli alleati». Dure le dichiarazioni di Giovanni Martina, di Rifondazione Comunista: «“E’ inammissibile – ha detto – che le contraddizioni dei partiti si riversino nelle istituzioni. Con il loro comportamento scandaloso, le forze di maggioranza hanno giocato sulla pelle degli anziani». «E’ in atto una fuga dalla Casa delle Libertà che potrebbe perfino sfociare in elezioni anticipate – dice Giuseppe Adamoli, della Margherita – non potranno riprendere i lavori del Consiglio Regionale prima che Formigoni venga in Aula per chiarire se è in grado di continuare fino alla fine del mandato».

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 30 gennaio 2003
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