Discarica abusiva, la bonifica in 45 giorni

Prima riunione tecnica per le opere di messa in sicurezza. Presto il dissequestro

Dopo il Consiglio comunale aperto al pubblico del 17 dicembre scorso, ieri, martedì 28 gennaio, si è tenuta una Conferenza di Servizi nella Sala Riunioni del Municipio, per concordare il piano di rimozione dei rifiuti pericolosi dall’area compresa tra via Fornace Vecchia, San Rocco e Lazzaretto: la soluzione e l’inizio dei lavori sono ora più vicini. Intanto, anche le analisi delle acque effettuate l’8 gennaio hanno dato esiti tranquillizzanti.
Erano presenti alla riunione i rappresentanti dell’Arpa di Varese e Parabiago, dell’Asl, della Provincia di Varese, della “Cooperativa edilizia La cinque” (nel cui cantiere è avvenuto lo smaltimento abusivo); vi era anche un rappresentante della Fonderia di Parabiago, l’azienda responsabile dell’accaduto. Per l’Amministrazione cardanese, hanno presenziato Vincenzo Proto, Assessore all’Urbanistica, Edilizia e Lavori Pubblici, Luigi Iametti, consigliere delegato all’Ambiente, il Direttore generale, dott. Matteo Bottari, e il legale nominato dall’Amministrazione, l’avvocato Salvia, oltre ai tecnici del Comune impegnati nel caso. La riunione si è svolta in un clima sereno e propositivo; l’intenzione di tutti era quella di attivare al più presto la rimozione dei rifiuti, con un continuo monitoraggio della situazione e dell’area. Per le operazioni di rimozione, che inizieranno a breve (a giorni la Procura di Milano dovrebbe attuare il dissequestro dell’area), è stata prevista una durata massima di 45 giorni. Numerose sono state le richieste portate dai vari Enti all’attenzione della Fonderia di Parabiago: ottenere una pulizia totale del sito, garantire la massima sicurezza per chi dovrà lavorare, effettuare un monitoraggio ambientale costante nei 12 mesi successivi alla bonifica, con il posizionamento di particolari strumenti tecnici. La Fonderia si è dichiarata disponibile e ha assicurato di essere in grado di assumersi tutti gli oneri connessi alle operazioni. L’Amministrazione di Cardano, che durante la riunione ha presentato un documento firmato dagli Assessori Bodio e Proto, si ritiene fiduciosa poiché si profila una buona riuscita dell’opera.

Il documento presentato dagli amministratori cardanesi “L’Amministrazione comunale di Cardano al Campo intende ribadire quanto già espresso nelle sedi istituzionali, e cioè: · Occorre ripulire il sito inquinato, intendendo per tale tutta l’area di cantiere in cui ha operato la cooperativa “La cinque” prima del sequestro penale. Tale ripristino deve essere fatto nel più breve tempo possibile, con prestazione di idonee garanzie a favore di una buona riuscita dell’opera, e applicando all’esecuzione dei lavori la massima correttezza possibile per i lavoratori, gli abitanti delle zone limitrofe e gli Enti preposti al controllo dei lavori stessi · Si ritiene che la rimozione debba essere complessiva, rigida, totale ed estesa a tutte le possibili relazioni con l’ambiente circostante · Il Comune si è posto fin dall’inizio come parte attiva per arrivare alla soluzione della vicenda. Si pone altresì come promotore del rilancio dell’area, nel rispetto e nella tutela degli interessi della comunità cardanese · Resta comunque ferma l’intenzione, sottolineata in principio, di rivalersi contro i responsabili di tale atto al fine di tutelare i propri interessi di Ente rappresentante la comunità locale, attivando tutte le forme di richiesta di risarcimento danni previsti dalla vigente legislazione in tutte le sedi consentite. Si rimarca il fatto che l’adesione al Progetto di rimozione non comporta in alcun modo la rinuncia ad alcuna pretesa risarcitoria”.

I prelievi effettuati in data 28 novembre 2002 presso i pozzi, e in data 3 dicembre 2002 presso le scuole elementari e medie, hanno certificato lo stato di potabilità delle acque. Ulteriori campionamenti sono stati svolti in data 8 gennaio 2003 sull’intera rete comunale, e i risultati non hanno evidenziato tracce di sostanze riconducibili al fatto in questione.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 29 gennaio 2003
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