Elettrosmog, in vista un fronte comune tra i rioni

Varese – Torna alla ribalta il caso delle antenne a Bosto con una lettera inviata all’amministrazione comunale. A giorni un’azione legale contro il posizionamento degli impianti

Dopo le proteste di piazza parlerà la carta bollata. In una lettera inviata al sindaco di Varese Aldo Fumagalli e al suo vice Roberto Puricelli, gli abitanti del quartiere di Bosto annunciano un’azione legale contro la posa di due antenne sul condominio sito in via Sant’Imerio 13. La protesta, come si ricorderà, era partita già mesi fa quando circolò la voce che un ripetitore sarebbe stato posto sulla testa dei cittadini del quartiere di Bosto. E così è stato, lo scorso 20 dicembre. La voce di chi abita in quei condomini si fece sentire in diversi modi: una sorta di presidio di piazza per dire no alle antenne e alcune scritte sui muri per denunciare la pericolosità degli impianti.
Ad oggi la notizia della lettera firmata da un portavoce dei cittadini, Giuseppe Perucchetti, che invita il sindaco e l’amministrazione comunale a farsi carico delle esigenze dei cittadini che si sentono in pericolo. Oltre alla primaria questione della salute, anche l’impatto visivo delle antenne e il deprezzamento degli immobili sono le motivazioni delle decine di famiglie che si oppongono alla posa dell’impianto.
«Riteniamo assolutamente insufficienti le giustificazioni contenute nel decreto Gasparri che annulla ogni altra azione da parte delle autorità locali – si legge nella missiva. Altri paesi e comuni, a cui la salute e il benessere dei cittadini sta evidentemente più a Cuore, hanno intrapreso azioni nell’ambito della legalità con il risultato di vietare l’installazione di tali antenne nei pressi delle abitazioni civili (nel nostro caso la distanza tra le antenne in questione e svariate abitazioni civili (tra le quali persino ad una casa di accoglienza per giovani in affidamento temporaneo) è di poco Superiore ai 20 metri».
Le proteste dei cittadini di Bosto sono in linea con l’ondata di ricorsi che le amministrazioni regionali stanno muovendo alla Consulta contro il decreto Gasparri, che di fatto accentra allo Stato la sola competenza nello stabilire le regole per la posa di nuovi impianti. Fatto che si pone in netto contrasto con le normative regionali lombarde. Con una delibera di qualche mese fa, infatti, la Regione Lombardia stabilì il divieto assoluto di posizionare nuove stazioni cellulari, rivedendo addirittura quelle già presenti sul territorio, nel raggio di 75 metri dalle aree considerate “sensibili”, come luoghi di aggregazione, ospedali, scuole.
Oltre alla campagna legale, per dare maggior peso alla protesta, gli abitanti di Bosto promettono di mobilitarsi per costituire un fronte comune con altri rioni della città per rafforzare la protesta. «La nostra comunità – si legge alla conclusione della lettera – inizierà una azione di sensibilizzazione con altri rioni della città, come per esempio quello di Viale Belforte, allo scopo di creare un fronte comune via crescente. Forse e solo forse, qualcuno si deciderà a prendere in seria considerazione il problema e a cercare di trovare una soluzione che prenda in considerazione gli interessi di tutti e in special modo quelli che nella città vi risiedono».

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 07 gennaio 2003
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