Gli “scherzetti” di fine mandato

Varese - Prima di partire alla volta di Milano, l'ex direttore generale dell'ospedale di Circolo Lucchina ha sistemato alcuni problemini in sospeso. Con qualche amara sorpresa

Una gatta da pelare. Anzi due. Per il nuovo direttore generale dell’ospedale di Circolo Roberto Rotasperti (nella foto), il mandato si apre all’insegna dei problemi. E non a causa del cantiere. Glieli ha lasciati direttamente il suo predecessore che, alla vigilia della partenza per Milano, ha risolto due dei più annosi problemi che si trascinavano da tempo. Più che di una soluzione, però, potremmo parlare quasi di una beffa.

Problema numero uno: l’effervescenza del reparto di neurochirurgia ha indotto Carlo Lucchina ad andarsene con una delibera di indirizzo per l’istituzione di un reparto di chirurgia spinale a Cittiglio, con quattro sei posti letto e il distaccamento del dottor Facchinetti attualmente in forze in viale Borri. Peccato, però, che sul tavolo di Roberto Rotasperti ci sia un documento su cui si devono ancora esprimere il primario del reparto varesino professor Tomei e il preside della facoltà universitaria di medicina Cherubino ( le cui adesioni non sono assolutamente scontate). Inoltre mancherebbe, nel documento, l’individuazione delle risorse finanziarie per allestire il reparto e la sala operatoria, operazioni che richiedono alcune centinaia di migliaia di euro. In effetti a Cittiglio ci sono al momento alcune stanze vuote in chirurgia, ma per essere utilizzate andrebbero ristrutturate.

Il secondo “scherzetto” ha visto come protagonista il professor Burdo e la sua divisione di audiovestibologia. La notizia era stata ripresa anche da Varesenews e annunciava la fine del calvario di tanti piccoli pazienti oggi costretti ad attenere nel sottoscala di otorino. Secondo la delibera, firmata da Lucchina nelle ultime ore del mandato, a Burdo e alla sua équipe andrebbe destinato il primo piano dello stabile del 118. Peccato che si tratti di un enorme locale oggi totalmente vuoto, senza neppure una parete divisoria. La delibera individua l’obiettivo, ma di modalità e mezzi, nemmeno una parola.
Belle promesse, dunque, ma a Rotasperti spettano i fatti. Non proprio una passeggiata.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 13 gennaio 2003
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