I dubbi della Fsi sui progetti del direttore Rotasperti

Varese - Ospedale del Verbano e appalti esterni dei servizi non di cura, i temi caldi trattai dal sindacato autonomo

Dubbi e perplessità sui progetti del nuovo direttore generale dell’azienda ospedaliera di Varese Roberto Roasperti. Li esprime la Fsi, sindacato autonomo del settore sanità.
«In data 15/01/2002 – spiega il dirigente territoriale Giocondo Trotta – si è svolto presso l’Azienda Ospedaliera di Varese l’incontro tra le Organizzazioni Sindacali e il neo nominato Direttore Generale Dott. Rotasperti. Durante l’incontro il Direttore Generale si è presentato alle Organizzazioni Sindacali e, in un clima autocelebrativo, abbiamo assistititi ad un “fitto” scambio di complimenti e felicitazioni tra le Organizzazioni Sindacali presenti e il nuovo Direttore Generale.E’ stato probabilmente a causa di quel clima che ai presenti, tranne alla FSI, è sfuggito il contenuto dei progetti futuri che il dottor Rodasperti ha in mente per l’Azienda Ospedaliera di Varese, specialmente per quanto riguarda il presidio di Cittiglio e di Luino e la tanto annunciata creazione di una Società per Azioni, con il compito di gestire i servizi ausiliari (cucine,guardaroba, pulizie, manutenzioni) dell’Ospedale».

Sui progetti che riguardano l’Alto Varesotto la Fsi è critica: «Secondo il Dott. Rotasperti la soluzione dei problemi della sanità nel Verbano sta nella creazione di un nuovo ospedale, che dovrebbe assorbire quelli di Luino e di Cittiglio. Peccato che tale progetto non è di immediata realizzazione – continua Trotta -. Spostare però l’attenzione dai problemi contingenti, per concentrarla su questioni future, può diventare un’alibi per non risolvere nulla. Sarebbe stato meglio che il Dott. Rotasperti si fosse presentato con qualche proposta di rilancio degli ospedali di Cittiglio e di Luino, magari partendo dal lavoro già svolto dal predecessore. Invece, la discussione si è svolta su una proposta forse meritoria ma, purtroppo, all’oggi irrealizzabile. Tutto questo senza considerare che da più parti, sia da destre (il Senatore Pellicini di Alleanza Nazionale) che da sinistra (Rifondazione Comunista), si sentono grida di allarme sul degrado dell’assistenza ospedaliera nella zona del verbano.

Trotta commenta anche la notizia di un affidamento esterno dei servizi non di cura: «Per quanto riguarda la proposta di creare una S.p.A. che si occupi di gestire i servizi di supporto a quelli sanitari dell’Azienda Ospedaliera, all’oggi ancora ci sfugge il motivo di tale operazione. Infatti il Direttore Generale, nella presentazione del progetto prima alla stampa (attraverso le pagine di Varesenews) e poi alle organizzazioni sindacali, ha omesso di spiegare i motivi di carattere oggettivo, come ad esempio difficoltà di natura organizzativa, alti costi, ecc., che potrebbero giustificare una operazione di questo tipo che, tra l’altro, risulta anche di difficile conclusione. Altre volte, come nel caso dell’Azienda Ospedaliera di Busto Arsizio, abbiamo visto privatizzazioni che, alla prova dei fatti, hanno comportato dei livelli qualitatitivi nella erogazione dei servizi medesimi ai precedenti in una situazione di costi crescenti. Sarebbe il caso, quindi, di capire con attenzione se una Società per Azioni possa essere per la situazione organizzativa dell’Ospedale una soluzioni realmente percorribile. Purtroppo notiamo su questi argomenti un approccio da parte della Dirigenza acritico, quasi una adesione ideologica al tema delle privatizzazioni. Da parte delle Organizzazioni Sindacali, poi, vi sono pericolosi silenzi specialmente di chi, come la CGIL, vuole apparire l’unica organizzazione che difende il settore pubblico, contrapponendolo alle dilaganti privatizzazioni. Noi (ovvero la FSI) staremo molto attenti a non farci incantare. Certo è che la presentazione del Dott. Rotasperti ci lascia senza dubbio non poco perplessi».

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 21 gennaio 2003
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