Il bilancio sociale del volontariato

Seminario in via Maspero

«Un bilancio che fa i conti non solo con i numeri, ma anche con i fatti e che traduce se e quanto si è stati capaci di mettere in pratica la propria missione» così il presidente del Cesvov, Vincenzo Saturni parla del bilancio sociale il cui significato verrà trattato durante un seminario martedì 4 febbraio. a partire dalle ore 20,30 presso il CVV (Coordinamento delle associazioni di volontariato di varese) in via Maspero 20

Durante la serata si metterà in evidenza l’importanza del bilancio sociale come strumento di rendicontazione e di comunicazione per le organizzazioni di volontariato. Il seminario vedrà l’intervento del presidente del Cesvov, Vincenzo Saturni, della preside della facoltà di Economia dell’Insubria, Rossella Locatelli e di Giovanni Stiz, della società di consulenza Seneca. Agli interventi seguirà l’esposizione di un caso pratico di bilancio sociale relativo ad una realtà del volontariato, quello dell’U.I.L.D.M. di Bergamo.

La serata proposta dal CESVOV in collaborazione con l’assessorato alle politiche sociali della Provincia di Varese si concentrerà gli aspetti salienti del bilancio sociale, del quale sempre più si parla, ma che resta ancora poco conosciuto tanto che la sua diffusione a livello locale stenta ancora a decollare, non essendo esso previsto obbligatoriamente da alcuna specifica normativa.

«Questo strumento, che è nello stesso tempo insieme mezzo di comunicazione e di rendicontazione,- spiega ancora Saturni – permette alle organizzazioni di volontariato e alle associazioni senza scopo di lucro di raccontare se stesse, i loro valori di riferimento, gli obiettivi e i risultati raggiunti o che devono essere ancora perseguiti» Si crea così un nuovo modo di dialogare con l’esterno che racconta cifre, fatti e valori con un linguaggio comprensibile ed adeguato, al fine di rendere sempre più possibile il raggiungimento della missione stessa. «Quante volte – sottolinea Saturni – nella rendicontatone ufficiale, si perde il valore di centinaia di ore di lavoro gratuito dei volontari oppure il valore positivo e fondamentale degli aspetti etici che stanno alla base della vita stessa delle organizzazioni di volontariato».

La proposta di un caso pratico, relativo all’U.I.L.D.M di Bergamo permetterà di comprendere meglio le ragioni per cui è utile, se non addirittura indispensabile, per chi opera nel terzo settore adottare un modello di comunicazione trasparente e autorevole nei confronti di tutti gli attori, singoli cittadini enti pubblici e realtà affini, con i quali si rapporta quotidianamente.

Per chi volesse capire qualche cosa in più del bilancio sociale: www.bilanciosociale.it

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 31 gennaio 2003
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