L’embrione va tutelato. Modificato lo statuto comunale

La proposta del forzista Genoni è stata approvata. Il comune sosterrà le associazioni che tutelano la vita sin dal suo concepimento

L’embrione, per il consiglio comunale, diventa un cittadino a tutti gli effetti. Dal concepimento sino alla morte. La proposta, inserita nello statuto, era stata avanzata nell’ottobre scorso dal consigliere forzista Paolo Genoni. Dopo alcuni mesi è arrivata in consiglio comunale e ha raccolto il consenso di tutta la maggioranza (Casa delle libertà) e quello dei consiglieri di opposizione della Margherita. Contrari Progressisti e Rifondazione. Un risultato al quale l’azzurro Genoni ambiva ormai da mesi e che era stato fra gli impegni assunti in campagna elettorale con i movimenti cattolici come Il Cav (centro di aiuto alla vita) o associazioni come “Difendere la vita con Maria”, che alcuni anni fa si fece promotrice dei funerali dei bambini mai nati. Ma l’impegno con l’elettorato cattolico era stato assunto anche dal sindaco Luigi Rosa. E così il rispetto della persona, della famiglia e la tutela dell’embrione diventano un valore fondante della carta comunale. «È una proposta che condivido appieno a che mi trova assolutamente favorevole – ha dichiarato durante la seduta Rosa – la condivido soprattutto perché considero un valore grandissimo la vita sin dal suo concepimento». E se la Margherita ha ritoccato la proposta votata con un testo che impegna in modo più blando l’ente comunale a mettersi in un rapporto di sussidiarietà con le realtà cittadine che difendono il diritto dell’embrione, Rosa non ha mancato però di sottolineare che questo testo non sarà assolutamente lettera morta e concretamente significherà un impegno serio dell’amministrazione nella tutela del nascituro. «Per quanto sarà nel suo potere e nelle sue possibilità, l’amministrazione adotterà o favorirà tutti i mezzi che diano una sostanza al provvedimento». «Non c’è nessuna altra chiave interpretativa se non quella di mettere al centro della politica comunale la persona» ha dichiarato Genoni a sostegno della sua proposta. «Una forzatura» l’ha definita Mariella Pecchini dei Progressisti. Unica donna fra i consiglieri comunali, è entrata nel merito di un dibattito che divide non solo le coscienze, ma anche gli scienziati. Persona o agglomerato di cellule? La domanda è di quelle che non dovrebbero lasciare indifferenti e si inserisce anche nel sofferto iter legislativo della procreazione assistita. Una questione forte, come a suo tempo fu l’aborto. Non mancherà chi definirà questa decisione integralista e poco rispettosa della persona-donna. La maggioranza dei consiglieri comunali di Busto Arsizio si è schierata e ha scelto la persona-embrione.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 18 gennaio 2003
Leggi i commenti

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di VareseNews.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.