La città marcia per la pace

Varese - Un folla di gente ha partecipato al corteo. Uniti nella lotta alla guerra e nella speranza di pace

Tanti visi, tante storie, tante confessione sotto un’unica parola: pace. Pace per tutti i popoli, pace per tutte le religioni, pace per tutti i bambini.
Sotto il segno di questa breve, ma importante parola, molte persone si sono radunate questo pomeriggio (domenica 26 gennaio) per sfilare attraverso le vie della città di Varese. Famiglie, gruppi di amici, scout e gente comune che ha voluto “esserci” per dire no alla violenza. “È una marcia contro tutte le guerre – ricorda Don Luca, tra gli organizzatori – nel mondo ci sono in corso 36 situazioni di scontro ed ogni giorno molti uomini, donne e bambini muoiono. Questo pomeriggio tutti i cristiani uniti scelgono di pregare insieme per costruire una cultura di pace. Siamo convinti che la guerra è sempre una sconfitta per l’umanità”.
Don Luca apre il corteo accanto a Monsignor Ferrari e Monsignor Maffi dietro il grande striscione portato dai ragazzi che titola “Un arcobaleno di pace”. Canta, prega ed ascolta insieme a più di un migliaio di persone gli interventi che sei confessioni cristiane tra cattolici, evangelisti-luterani, anglicani, battisti e metodisti-valdesi hanno scelto per testimoniare la pace. Il corto sfila e in sei punti diversi della città si ferma per ricordare chi della pace ne ha fatto una missione di vita: Martin Luther King, Madre Teresa di Calcutta, Dietrich Bonhoffer, Trevor Huddleston, Davide Melodia e Filaret di Minsk.

La città è tranquilla, il sole splende sui palloncini e le bandiere color arcobaleno che accompagnano il corteo ma l’aria che si respira è di preoccupazione, proprio oggi, infatti, Colin Powell al Forum economico di Davos ha detto: “L’Iraq non ha superato il test. Il tempo sta scadendo. Saddam va disarmato”… e la pace sembra sempre più lontana.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 26 gennaio 2003
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