“La Padania”: «Abate è sotto inchiesta»

Varese - Secondo il quotidiano leghista, dopo un'ispezione, sarebbe stato avviato un procedimento disciplinare contro il sostituto procuratore di Varese

«Certe cose non meritano commenti e d’altra parte sono troppo impegnato a non lavorare». Non una parola di più. Così liquida, almeno per ora, la questione Agostino Abate, il sostituto procuratore di Varese finito nella “lista nera” della Lega. Un’azione disciplinare contro di lui e il suo collega Domenico Novara sarebbe stata avviata dal ministro della Giustizia Roberto Castelli.
La notizia è riportata questa mattina, giovedì 23 gennaio, dal quotidiano leghista “La Padania” che in prima pagina, a nove colonne, pubblica: “Azione disciplinare contro Abate, il procuratore anti-Bossi e anti-Lega”. L’articolo è accompagnato da un fondo, firmato Gigi Moncalvo, dal titolo “Come apparire tanto, come lavorare poco”: ed è a questo che fa riferimento Abate nel commento a caldo di questa mattina (dichiarazione, va detto, rilasciata nell’intervallo tra due processi, uno per sequestro di persona e uno collegato alle vicende di Tangentopoli).

La decisione di Castelli, si dice nell’articolo della “Padania”, farebbe seguito all’ispezione ministeriale compiuta al Tribunale e alla Procura di Varese tra giugno e luglio dello scorso anno. Oggetto dell’inchiesta una serie di “anomalie” riscontrate già nel corso della prima ispezione e in particolare (citiamo testualmente) un appunto nei suoi fascicoli: “mi occupo solo io dei procedimenti su Bossi e la Lega” e procedimenti contro il Carroccio per reati già prescritti.
I rilievi del ministro Castelli si concentrano sui procedimenti 7/90 e 347/90 contro il senatore Umberto Bossi e la Lega.
Tra le irregolarità a carico del magistrato Agostino Abate oltre al modo di condurre le inchieste, anche (sempre secondo La Padania) lo scarso “indice di produttività”.
«Se tutto dovesse essere confermato, in un secondo tempo, è logico e conseguente, si passerebbe ad altri aspetti – scrive il direttore responsabile Gigi Moncalvo (il direttore politico del giornale è Bossi). E chi è stato danneggiato, moralmente e materialmente, dagli errori di Abate potrà finalmente – se lo vorrà – chiamarlo a rispondere in un’aula giudiziaria per chiedere il risarcimento dei danni che gli sono stati arrecati. Non stiamo parlando solo di Bossi e della Lega ma delle centinaia di cittadini del distretto giudiziario di Varese che sarebbero stati vittime di questi “errori” ».

Un “1- Continua” in fondo all’articolo di oggi lascia supporre che questo sia soltanto un assaggio di quello che nei prossimi giorni verrà pubblicato.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 23 gennaio 2003
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