Meningite, non ci saranno vaccinazioni in provincia di Varese

Le autorità sanitarie ribadiscono: nessun picco epidemiologico. Attesi gli esami sullo shock settico che ha causato il decesso del bimbo di Cocquio. Un bambino di sei anni ricoverato nel Milanese

Non esiste la necessità di sottoporre la popolazione varesina ad una specifica campagna vaccinale contro la meningite. Lo hanno deciso i componenti del tavolo tecnico promosso ed organizzato dall’Azienda sanitaria locale della provincia di Varese riunitosi nel pomeriggio di oggi, mercoledì 29 gennaio, che ha evidenziato come in provincia di Varese, per quanto riguarda i casi di meningite, non si sia in presenza di un picco epidemiologico. L’incidenza di tale patologia in provincia è sovrapponibile a quanto osservato a livello regionale e nazionale, senza evidenza, allo stato attuale, di preoccupanti incrementi. 

Un documento circostanziato sull’argomento, contenente le linee comportamentali da tenere, verrà completato e reso pubblico nei prossimi giorni. Alla riunione di mercoledì pomeriggio nella sede di via Ottorino Rossi hanno preso parte i primari dei reparti di malattie infettive, pediatria e neonatologia delle tre aziende ospedaliere, i rappresentanti dei medici di base e dei pediatri di libera scelta, oltre alla Direzione sanitaria e sociale ed al Dipartimento di prevenzione dell’Asl.

Nella mattinata di oggi si è conclusa l’autopsia del piccolo Paolo, il bimbo di quattro anni deceduto sabato scorso all’ospedale di Varese per una patologia i cui sintomi erano simili a quelli della meningite. Dall’ospedale fanno sapere che l’autopsia ha individuato in uno shock settico la causa della morte del bambino. Per sapere la natura dell’infezione, però, sarà opportuno leggere il responso degli esami che verranno resi pubblici solo nella giornata di venerdì.

Nella giornata di martedì, intanto, a Canegrate, nel Milanese, un bambino di sei anni è stato ricoverato al reparto di malattie infettive dell’ospedale di Legnano. Si tratta, secondo i sanitari, di meningite. Le condizioni del bambino sono gravi ma non tali da costituire un pericolo di vita. L’Asl competente sul territorio ha allertato la cittadinanza invitandola a segnalare i sintomi della malattia alle autorità mediche competenti sottoponendo a profilassi tutte le persone venute a contato col bambino .

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 29 gennaio 2003
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