Molina: fondazione o ASP?

Varese - L'Istituto Geriatrico Molina si appresta a cambiare fisionomia. Nel suo futuro, la modifica della formula statutaria, del modello contabile e la messa a norma di padiglioni più antichi. Senza disturbare i pazienti

Nel futuro dell’istituto geriatrico Molina tre obiettivi strategici. Nella sua vita ultrasecolare, la casa di riposo, che aprì ufficialmente i battenti il 17 luglio 1876, ne ha viste parecchie. Ma nonostante il cammino compiuto fino ad oggi, entro breve conoscerà cambiamenti radicali. Nulla a che vedere con la sua funzione principale, comunque, che è quella di assistere i suoi 461 ospiti.
Innanzitutto, l’istituto geriatrico dovrà mutare fisionomia: da “ex Ipab” verrà trasformato o in una fondazione, come recita la legge nazionale, o in un’Azienda di Servizio alla Persona (ASP) come preferisce la normativa regionale. Qualunque sarà la via che deciderà di seguire il Consiglio d’Amministrazione, il Molina modificherà il modo di agire. Attualmente gli ambiti di controllo del suo operato sono limitati, ma in futuro, ogni azione verrà soppesata o dai soci fondatori, in caso di fondazione, o dalla Regione.
E sempre in tema di trasparenza ed affidabilità, muterà anche il modo di tenere la contabilità: da quella essenzialmente finanziaria si passerà ad un controllo gestionale, in cui ogni settore avrà a disposizione un budget: «In questo modo – chiarisce il direttore generale Andrea Segrini – vogliamo dare massima trasparenza alle decisione di carattere economico che prenderemo, prima fra tutte quelle che interesseranno i nostri ospiti».

Impegnativo, in conclusione, sarà anche il raggiungimento del terzo obiettivo: la messa a norma di alcuni padiglioni. «Dovremo decidere in tempi stretti dove recuperare il denaro necessario – spiega Segrini (nella foto) – Se interverremo sul patrimonio immobiliare che abbiamo, e che ammonta a circa trenta miliardi di vecchie lire, dovremo individuare se ci conviene alienarlo, affittarlo o darlo alle banche come garanzia».
Tre traguardi impegnativi che però, assicura la direzione con il presidente Zanetta in testa, non comporterà alcun problema per gli ospiti, oggi seguiti costantemente da 409 figure professionali tra medici, infermieri, fisioterapisti, animatori e assistenti. «Lo standard di assistenza e preparazione del nostro personale è del 20% superiore ai livelli minimi indicati dalla Regione» spiega il direttore Nicora che proprio nei giorni scorsi ha ottenuto la riconferma della certificazione ISO 9002 raggiunta nell’estate del 2001. «I nostri pazienti – aggiunge Segrini – oggi presentano quasi tutti patologie e ciò comporta un livello di assistenza più elevato. I costi di gestione ammontano a oltre 15 milioni di euro coperti dalle rette per il 42% mentre Asl, Comuni, contributi regionali e donazioni coprono il restante. In alcuni casi, per la precisione per 16 ospiti totalmente indigenti senza diritto all’assistenza da parte degli enti pubblici, ci sobbarchiamo l’intera spesa».
Nell’immediato futuro, quindi, al Molina ci saranno grandi novità, ma la direzione ribadisce che tutto avverrà in modo trasparente e con un dialogo costante con i pazienti e i loro famigliari.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 23 gennaio 2003
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