Per la corte dell’Insubria non ci sono i soldi

La devoluzione giudiziaria deve aspettare, ma c'è una notizia buona per il quartiere di S.Anna: l'ufficio postale rimarrà al suo posto

Brutte notizie per la corte d’appello dell’Insubria. I soldi non ci sono e la nuova geografia giudiziaria rischia di rimanere il sogno ad occhi aperti di quanti fino ad ora l’avevano promossa. Non si tratta di un secco no, ma da Roma i segnali non sono incoraggianti. Lo ha spiegato il presidente del consiglio comunale di Busto Arsizo Francesco Speroni, che ieri sera ha comunicato nella sala esagonale di Palazzo Gilardoni quanto appreso dal ministero della giustizia. Ci sarebbero almeno tre motivi che renderebbero il progetto di una nuova corte d’appello e il potenziamento del tribunale di Busto impraticabile. Per primo mancano i fondi e se proprio il ministero deve finanziare un nuovo organismo, la Lombardia non sarebbe la regione prescelta. E qui entra in gioco la seconda motivazione di natura distributiva. Nella nostra regione esistono già due corti d’appello e se proprio occorre implementare, allora i finanziamenti del governo si indirizzerebbero altrove. Infine l’ipotesi della corte transprovinciale e addirittura transregionale secondo il ministero e secondo quanto riportato da Speroni, non sarebbe praticabile. Insomma il progetto della devoluzione giudiziaria non ha trovato un paladino nel ministro del Carroccio Castelli. Ma non è detta l’ultima parola. In gioco c’è ancora la proposta del senatore Piero Pellicini, fra i rapprsentanti locali in parlamento. Il consiglio è quello di elaborare una strategia in sinergia con l’esponente di Alleanza Nazionale che già in luglio aveva depositato un disegno di legge sulla corte dell’Insubria.
Ma in tema di decentramento e di servizi ci sono anche novità positive. Anche queste sono emerse dal consiglio comunale e riguardano il quartiere di Sant’Anna. Sempre Speroni ha fatto sapere che l’ufficio postale che serve il quartiere periferico della città, non sarà eliminato. Continuerà e restare dove si trova e a servire i molti pensionati che abitano questo quartiere.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 25 gennaio 2003
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