Rifiuti urbani, manca l’impianto per la frazione umida

La "fabbrica di compost" ancora al 30 per cento delle sue potenzialità. Marchelli: «Se la Provincia non dà il benestare, non saremo in grado di lavorare tutti i rifiuti organici che ci verranno conferiti»

Il progetto di operare una raccolta differenziata della frazione umida per la sua trasformazione in compost potrebbe subire dei ritardi e causare problemi ai cittadini se l’impianto di Gemonio  non riuscisse entro breve tempo a sviluppare il 100 per cento delle sue potenzialità di raccolta.
A sollevare il problema è l’ingegner Pietro Marchelli, presidente dell’Iniziativa varesina ambiente srl, proprietaria dell’impianto in località "Breccia" a Gemonio, dove a partire dal prossimo febbraio inizierà il conferimento della frazione umida del sacco nero di Varese – proprio oggi, 15 gennaio è iniziata la distribuzione dei primi bidoni per i rifiuti organici – e dei 22 comuni che aderiscono al consorzio Coinger.
«Il problema principale deriva dal fatto che stiamo attendendo il benestare da parte della Provincia di Varese affinché l’impianto possa funzionare al 100 per cento – afferma Marchelli. Attualmente stiamo trattando solo il 30 per cento del nostro potenziale, vale a dire circa 15-20 tonnellate di materiale al giorno, l’equivalente di pochi camion. Se, da qui al periodo previsto per il conferimento, dalla Provincia non arrivasse il benestare per riprendere la produzione al massimo delle potenzialità, non saremo in grado di accogliere la frazione umida dei nostri clienti, e qualcuno resterà a piedi».
Dopo uno stop al conferimento di alcuni
 mesi dettato da verifiche effettuate dall’Arpa per miasmi derivati dalla lavorazione del compost, nell’estate scorsa, l’impianto ritornò a funzionare ma esclusivamente in prova a seguito dell’autorizzazione provinciale emessa il 20 novembre 2002. «Dopo aver ripreso a conferire a ranghi ridotti – conclude Marchelli – sono stati effettuati due test a distanza di poche settimane l’uno dall’altro per verificare il corretto funzionamento dell’impianto e le possibili fuoriuscite dai box di odori sgradevoli. I test hanno dato esito negativo, vale a dire che l’impianto funziona correttamente: se l’ok dalla Provincia non dovesse arrivare entro qualche settimana, i primi a pagare le conseguenze di questi ritardi sarebbero i cittadini di Varese o degli altri comuni che stanno adottando la raccolta differenziata dell’umido».

La Provincia: attendiamo l’esito della relazione Arpa sulle emissioni


di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 15 gennaio 2003
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