Servizio porta a porta, i rifiuti rimangono sotto casa

La denuncia dei sindacati: manca personale per la raccolta, un giro per la città

Sacco viola e sacco giallo, cartone e giornali legati o inscatolati, bidoncino verde per il vetro e l’alluminio e alla raccolta differenziata porta a porta ci pensano loro: il comune e l’Agesp, la ex municipalizzata di Busto Arsizio. Da circa un mese nella zona nord della città e da qualche giorno in quella sud, con la raccolta del vetro e dell’alluminio e con il potenziamento di quella della carta il servizio di raccolta a domicilio è stato completato. I cittadini devono abituarsi, il servizio forse deve essere ancora rodato, ma dall’ex municipalizzata fanno sapere che di grandi problemi non ce ne sono stati. A passarsela peggio sono forse i dipendenti. Le trentasei ore di lavoro settimanale come da contratto nazionale sono un ricordo. Sebbene nell’organico il potenziamento per rispondere alle necessità del servizio ci dovrebbe essere stato, è sotto gli occhi di tutti che i camion della raccolta viaggiano ben oltre le tredici. Una situazione che non ha lasciato di certo indifferente il sindacato. Cgil, Cisl e Uil hanno infatti già chiesto un incontro alla direzione dell’azienda per parlare dell’organico inadeguato, secondo i sindacati, ad affrontare i nuovi carichi di lavoro.

Un giro per la città, magari al seguito di un camion della raccolta e alle quattro del pomeriggio di mercoledì 8 in viale della Repubblica il cartone accatastato o i sacchi gialli della plastica fanno ancora bella mostra davanti a negozi e condomini. A volte occupano il posto della macchina. Il fatto che stiano lì per tutto il giorno pare abbastanza normale all’azienda e pure ai cittadini. Ma l’affanno c’è e il servizio non eccelle. Carta e cartone svolazzanti sono l’incubo degli operatori. Una volta sul camion quelli non opportunamente legati prendono il volo e il risultato si vede sulle strade. L’invito va così ai cittadini a studiarsi bene le regole della raccolta, la frequenza del servizio per evitare lunghe e inestetiche esposizioni all’aperto.
Le regole sono facili e da alcuni mesi a disposizione dei bustesi ci sono le indicazioni utili, diffuse dall’amministrazione comunale. Il problema dei lavoratori per il momento resta, come conferma Stefano Rocci della Funzione Pubblica Cgil. «Il numero del personale è inadeguato – sottolinea – come in tutte le aziende che si stanno riorganizzando si patisce il sottodimensionamento dell’organico ed è chiaro che il personale attuale non è in grado di garantire un servizio adeguato nel numero di lavoro ordinario, è proprio per parlare dell’organizzazione del lavoro che abbiamo chiesto un incontro con la dirigenza».

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 08 gennaio 2003
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