Sul “caso Abate” vince l’indifferenza

Varese - Noioso e sterile dibattito in Consiglio Comunale sullo stato della Giustizia. Bocciata la mozione presentata dal gruppo consiliare di Fassa

Il solito 25 a 16 e la mozione presentata dal gruppo consiliare di Fassa è stata bocciata dopo un’ora di discussione non certo brillante. Chi si aspettava un Consiglio comunale acceso è stato smentito sonoramente. Solo un pubblico più vivace del solito, che alla fine ha indispettito pesantemente il presidente Ghiringhelli, ha cercato di manifestare a favore dei giudici. Quando Piergianni Biancheri (gruppo Fassa) ha iniziato a spiegare le ragioni della sua mozione, dalle sedie in fondo a Salone Estense si sono levate le copertine della Costituzione Italiana.
«Presentammo questa mozione di solidarietà verso la Magistratura in tempi non sospetti (risale infatti al 18/6/02, ndr). Restammo stupiti dal clima perché in questa stessa aula aleggiava un senso di sospetto, di fastidio verso la nostra iniziativa. Ora è più chiaro il perché. In nessun campo come nella Giustizia il Governo ha dato prova del suo esser di parte». Bianchieri ha riconosciuto la necessità di giungere presto a cambiamenti e riforme, ma crede che la strada individuata dall’esecutivo serva solo a tutelare gli interessi di alcuni e non della collettività.
Terminato il suo intervento con una presa di posizione chiara anche rispetto al caso dei due magistrati varesini inquisiti dal Ministro, diversi consiglieri hanno preso la parola sia dai banchi della maggioranza che dall’opposizione.
È subito emersa la classica spaccatura tra maggioranza e opposizione e nella gran parte degli interventi si è saltato a piè pari quanto accaduto nei giorni scorsi. L’attacco ad Abate non solo è passato in secondo piano, ma a volte non è stato nemmeno tenuto in considerazione. Questo, al di là delle parole ricorrenti di solidarietà, anche dai banchi dell’opposizione. Sono intervenuti nell’ordine Carabelli e Paietta per Forza Italia, Zappoli per Rifondazione comunista, Maresca per i Ds, Molinari per la Margherita, Cerini per la Lega, Montalbetti per la Margherita e da ultimo, prima delle dichiarazioni di voto, l’assessore Soletta.
L’intervento di Marco Cerini, capogruppo della Lega ha ripreso con forza la proposta di appoggiare la Magistratura. «La Padania è un quotidiano di partito, ma fornisce informazioni. O forse ora vogliamo rimettere in discussione la libertà di espressione a mezzo stampa?» Il consigliere dimentica però di citare con quale violenza è stato sferrato un attacco ai due Pm varesini, rei di aver condannato Bossi.
Il dibattito si è stancamente trascinato fino al voto scontato.
Un’altra occasione buttata alle ortiche per riprendere a parlare con coraggio di anni tristi di malefatte, e soprattutto per intervenire senza tanti giri pindarici e pseudo ideologie di giustizia a Varese e di democrazia in un Paese sempre più martoriato e spaccato in due. In salone Estense nessuno è riuscito a fare di meglio e le divisioni e gli steccati sono rimasti al punto di partenza di quel 25 a 16 senza che nessuno abbia sollevato qualche dubbio.
Solo in apertura di seduta Agrifoglio si era “permesso ” di distinguersi dalla Giunta dopo la figuraccia fatta la settimana scorsa con la neve, ma ci ha subito pensato bene la consigliera Bronzi della Lega a pareggiare il conto affermando che martedì a Varese non c’è stato alcun problema.
Stando così le cose viene da chiedersi sempre più spesso che senso abbia per la città una simile assise con 41 rappresentanti di cui si sa già come esprimeranno il loro voto.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 27 gennaio 2003
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