Un frate cardanese premiato a Roma

Pierluigi Marchesi; il vicariato della capitale gli ha attribuito alla memoria il premio "Buon samaritano"

Presso il vicariato di Roma è stato recentemente attribuito alla memoria di Fra Pierluigi Marchesi il Premio “Buon Samaritano” per i seguenti motivi. Fra Marchesi, religioso dell’Ordine Ospedaliero di San Giovanni Di Dio (detto anche dei Fatebenefratelli), fu Priore Generale dell’Ordine dal 1976 al 1988 e Membro del Pontificio Consiglio per la pastorale della salute. Fu un punto di riferimento costante, sia per la sua famiglia religiosa, sia per la Chiesa e tutto il settore della Sanità. Promosse un processo di “umanizzazione” della sanità e sostenne un grande sforzo per la formazione di tutti i collaboratori laici, puntando a stringere con essi un solido patto di alleanza che mirasse alla salvaguardia e al rispetto della persona malata e alla difesa della sua dignità. Esempio significativo di tutta la sua missione e segno dell’autenticità della sua devozione all’Ospitalità: ebbe il coraggio davanti al Papa (nel suo intervento durante il Sinodo sulla vocazione e missione dei laici nel mondo contemporaneo, maggio 1985) di invitare la Chiesa non solo a continuare a portare gli ammalati nei santuari mariani e non, ma ad intraprendere un pellegrinaggio quotidiano verso gli ospedali “per incontrare l’uomo che soffre”.

Fra Pierluigi Marchesi nacque a Cardano al Campo il 22 marzo 1929; frequentò le prime classi della scuola elementare presso le scuole del paese, poi si trasferì con la famiglia a Samarate. Fece il chierichetto nella Parrocchia di Sant’Anastasio fino all’età di undici anni, abitando in via Mameli (che ai tempi si chiamava via Umberto I). Fra Marchesi è scomparso la scorsa primavera: alle esequie funebri, svoltesi sabato 2 marzo 2002 a Milano, hanno partecipato numerosi cittadini cardanesi.

Molto sentito, il commento del Sindaco Aspesi: «Fra Marchesi, che è stato Priore Generale del suo Ordine per oltre un decennio, sicuramente è una figura di spicco nel panorama della cultura religiosa, una di quelle persone che sanno coniugare il sapere e il saper fare in maniera straordinaria. Personalmente – ha spiegato il primo cittadino – continuo a nutrire nei suoi confronti una grande stima, io stesso a casa posseggo alcuni suoi scritti e documenti».

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 13 gennaio 2003
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