Un’intera famiglia all’ospedale per il monossido di carbonio

Gavirate - La combustione in un braciere improvvisato alla base dell’intossicazione. Ricoverati madre, padre e due bambine di 4 e 5 anni

Una famiglia di quattro persone costituita da una coppia di coniugi quarantenni di origini tunisine e le loro due figlie di soli 4 e 5 anni è finita all’ospedale intossicata dal monossido di carbonio. E’ successo nel tardo pomeriggio di oggi, lunedì 6 gennaio a Gavirate. Sembra che la famigliola fosse da poco rincasata nell’abitazione di Via San Michele nella frazione di Groppello dopo qualche giorno di vacanza. Trovata l’abitazione gelida, il padre, un uomo di 40 anni, ha deciso di accendere un braciere alimentato a legna senza accorgersi della scarsa areazione del locale. Un particolare che poteva costare caro a lui e alla sua famiglia. Di lì a poco – erano circa le 18.30 – , infatti, i quattro hanno iniziato ad accusare malessere e capogiri, che hanno spinto l’uomo ad avvisare il 118, prontamente intervenuto con due ambulanze e un’auto medica. I sanitari hanno subito aerato il locale, prestando le prime cure agli intossicati. Le condizioni più preoccupanti risultano essere quelle della donna, giunta al pronto soccorso dell’ospedale di Varese assieme all’intera famiglia. Sembra tuttavia che lo stato degli intossicati non sia da considerarsi grave. Nell’appartamento sono intervenuti anche i vigili del fuoco che hanno provveduto a rilevare il livello del gas.
Il monossido di carbonio è un gas killer sprigionato dal mal funzionamento di caldaie, stufette o di fuochi accesi in ambienti poco aerati. Agisce indisturbato a causa dell’assenza di odore, spesso colpendo nel sonno chi cerca di scaldarsi.
Episodi come questo non sono casi isolati: proprio all’arrivo dei primi freddi – era il 17 ottobre – un’intera famiglia di Vergiate composta da padre, madre e un ragazzo di 17 anni, rischiò di morire intossicata proprio a causa del mal funzionamento di un camino. In quel caso fu il più giovane dei tre a dare l’allarme.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 06 gennaio 2003
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