Bus ecologici, Agesp pensa a fare i conti

Secondo la Regione i nuovi contributi possono rendere le aziende di trasporto più appetibile per il mercato. Ma i dubbi non mancano

Dopo i contributi per impianti di riscaldamento puliti,  dalla regione Lombardia arrivano anche quelli per i bus a metano. Più di due milioni destinati alle zone in cui lo smog la fa da padrone, Sempione compreso. Se tutti i comuni e le province interessate ne usufruissero, potrebbero rinnovare una parte significativa degli autobus del trasporto urbano. Per ogni mezzo la Regione arriverebbe a coprire 50 e 60 percento del costo. Busto Arsizio, che lotta ogni anno con livelli di polveri sottili da far rabbrividire i polmoni, proverà a tuffarsi nella mischia? Una cosa è certa l’Agesp trasporti pensa ad altro. Deve fare i conti con bilanci non floridi e a mettersi in forma, nella speranza che qualche privato ne assuma la gestione. Da mesi il bando di gara è in fase di elaborazione e dovrebbe uscire entro luglio.
Così com’è, l’azienda bustese non può stare sul mercato, risulta poco appetibile: troppo povera  e con tariffe bloccate per volontà del comune. «A Busto Arsizio, riguardo l’affidamento ai privati, come nel novanta per cento della Lombardia siamo fermi» conferma l’assessore all’ambiente Paola Reguzzoni. Il problema riguarderebbe proprio i finanziamenti regionali. Sono scarsi e impediscono il miglioramento del servizio. «Nessuno si mette a gestire un servizio, come quello di Busto che risulta francamente insufficiente».
Ma ora ci sono nuovi soldi. Si tratta di contributi vincolati ad un obiettivo che è quello della sostenibilità ambientale. Per Massimo Corsaro, assessore regionale ai trasporti, la possibilità di poterne usufruire, rende più appetibili le aziende di trasporto pubblico. 
Non ne sembrano convinti i tecnici. «È vero la Regione copre il costo fino al 55 per cento, ma questi mezzi costano almeno il 25 % in più rispetto ai pullman tradizionali e richiedono un impianto di rifornimento che noi non abbiamo» spiega il ragioniere Carlo Colombo dell’Agesp trasporti. Un impianto per il metano che sarebbe intermante da costruire. 
Sono due le condizioni che rendono possibile la richiesta di contributi. L’azienda deve dimostrare di avere elaborato un piano di ammodernamento del parco macchine  e in secondo luogo deve appaltare il servizio ai privati. L’Agesp un piano di rinnovo del parco macchine lo ha fatto l’anno scorso e quanto al successo del bando di gara si nutrono molte perplessità, così come in tutta la Lombardia. 


 

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 28 maggio 2003
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