Da tassa a tariffa, gli scenari provinciali sulla questione rifiuti

Varese – Un convegno organizzato dall'Upel per fare il punto sul delicato passaggio che riguarderà numerosi comuni a partire dalla fine dell'anno

Si è parlato di passaggio tra tassa e tariffa sulla questione rifiuti al convegno organizzato da Upel, l’unione provinciale degli enti locali, che ha ospitato al collegio de Filippi di Varese numerosi relatori per un pubblico prevalentemente costituito dagli amministratori locai. Alcuni dei 141 comuni della provincia, infatti, dovranno entro il 2003 passare al sistema di tariffa .
In pratica l’utente – cittadino o esercente – pagherà non più a seconda della superficie abitativa o dell’attività commerciale, ma a seconda del quantitativo di rifiuti prodotti. In questo contesto si è innestato l’Osservatorio provinciale dei rifiuti che ha elaborato un report sulla situazione attuale.
«Allo stato dei fatti – spiega Giorgio Ghiringhelli della Provincia – abbiamo già sette comuni che sono passati dal sistema di tassa a tariffa dal 2000 ad oggi e 14 che dovranno farlo a partire dal 2004. La gran parte dei centri, vale a dire i comuni più piccoli, dovranno invece adempiere alla normativa a partire dal 2008. La principale incombenza che spetta ai comuni consiste nel far rientrare la copertura dei costi sui rifiuti alle entrate derivanti dalla tariffa e quindi avere una copertura “autonoma” rispetto ad altre entrate. Oggi questo non avviene, visto che spesso l’attuale tassa copre solo una parte del servizio, mentre la restante quota viene coperta sottraendo risorse ad altre voci di entrata».
“Chi più rifiuti produce, più paga”, è quindi lo slogan adattabile al cittadino: nei comuni in cui avverrà questo passaggio, a partire dall’anno prossimo si pagherà secondo quanto si produce, quindi il giro di boa sulla gestione dei rifiuti da parte del comune potrà gravare anche sulle tasche dei cittadini. Ma il dato si spiega nell’utilità del sistema. «E’ questo, infatti, un modello che premia chi differenzia – continua Ghiringhelli – infatti la tariffa si applica solo sulla frazione indifferenziata di di spazzatura, quella, cioè, che può essere ridotta stando attenti alle tipologie dei rifiuti che finiscono in pattumiera».
Quale futuro, insomma, per la questione rifiuti in provincia? Benché vi siano comuni come Cassano Magnago, che è passato al sistema della tariffa già a partire dal 2000, sono ancora molti i comuni che si stanno adeguando al nuovo metodo. E, secondo l’assessore all’ecologia di Villa Recalcati Francesco Pintus, lo stanno facendo lentamente. «Il problema da me più volte sollevato è che si ha la sensazione che molti comuni intendano allontanare “l’amaro calice” del passaggio da tassa a tariffa – ha affermato Pintus -. Si apre in questo contesto non solo un problema relativo all’aumento dei costi che alcuni cittadini dovranno sopportare, ma soprattutto al futuro della questione rifiuti: una volta completate le discariche, o si differenzia di più e si punta nella direzione di smaltimento in provincia, oppure impostare lo smaltimento fuori provincia o addirittura fuori regione sarà un lusso. E come tutti i lussi, anche questo costerà caro».

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 29 maggio 2003
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