Dj massacrato, minuto di silenzio nelle “sue” discoteche

A un anno dal barbaro omicidio del "Pizza Party" gli amici di Victor Rodriguez spengono la musica in suo onore. Il 16 giugno l'udienza preliminare del processo

Un minuto di silenzio in discoteca per "Mister Salsa", Victor Manuel Rodriguez, il Dj di musica latinomericana massacrato un anno fa al "Pizza Party" di Vergiate da tre dominicani. In questo modo gli amici di Victor intendono ricordare, il 24 giugno prossimo, a un anno di distanza dal barbaro omicidio, la figura dell’insegnante di ballo freddato con decine di colpi di coltello. 
In quella data, a Sesto Calende, al parco Europa di S.Anna, si terrà una cerimonia di ricordo, seguita da una festa latinoamericana in cui si ballerà al ritmo dei dischi più amati da Victor. Ci saranno la madre, Doris Somoza, e i tanti che con il dj e ballerino gallaratese condividevano l’amore per la musica caraibica. La serata in onore di "Mister Salsa", il soprannome con cui era conosciuto nell’ambiente musicale, preceduta dal minuto di silenzio,  si svolgerà anche nelle due discoteche di Alessandria dove il 35enne originario del El Salvador aveva lavorato in passato. 
«Sarà un modo per ricordare Victor e la sua grande passione» spiega la madre, Doris Somoza. Nella sua casa nel centro di Gallarate, la donna mostra alle pareti le foto del figlio trucidato e tocca con le dita nervose un medaglione color oro, con il nome Victor, che porta al collo. Non ha dimenticato, Doris, e spera che il figlio venga ricordato per quello che era: «Un ragazzo che di giorno lavorava duro e che la sera si dedicava alla musica e al ballo e che non faceva certo la bella vita come qualcuno ha scritto». 
Il 23 giugno amici e parenti celebreranno una messa in suffragio a Cassano Magnago, mentre la sera successiva parteciperanno al festa di Sesto Calende.
Il processo per l’omicidio è invece in attesa dell’udienza preliminare, fissata per il 16 giugno, davanti al gup Toni Novik. Il pubblico ministero, Loredana Giglio, ha chiesto il rinvio a giudizio per omicidio volontario aggravato nei confronti di Roberto Antonio Martinez Santos (35 anni), del fratello Juan Antonio Martinez Santos (32 anni) e di Josè Modesto Peralta Suriel (42 anni). I tre sono anche accusati di resistenza a pubblico ufficiale per aver tentato di aggredire la pattuglia dei carabinieri che li bloccò, dopo l’omicidio.
Secondo la pubblica accusa, la notte del 23 giugno 2002 i tre avrebbero agito in concorso, piombando nel pizza Party e aggredendo Victor e i suoi amici seduti a un tavolo del locale. Ma ad affondare il coltello a serramanico con lama di dieci centimetri contro la vittima sarebbe stato Roberto Antonio Martinez, inseguendola fino al banco di mescita, mentre un complice teneva a bada i clienti e gli uomini del servizio d’ordine impedendo loro di intervenire. 
Il motivo dell’esecuzione sarebbe un litigio avvenuto qualche mese prima in una discoteca di Alessandria. Per questo i tre avrebbero deciso la vendetta, per invidia e risentimento. Un movente su cui concorda anche la madre di Victor: «Sì, penso che me lo abbiano ucciso per questo – sospira – erano invidiosi perché era una persona di classe».

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 21 maggio 2003
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