«Liberi di manifestare dissenso» Pacifisti “scomunicati” rispondono

Il consiglio comunale li condanna ma loro replicano: esporre uno striscione contro la guerra non è un attacco alle istituzioni

Esporre uno striscione contro la guerra non può essere considerato un attacco alle istituzioni. E’ quanto sostengono Il Gallarate Social Forum e il Coordinamento Pace&Solidarietà. I fatti: il 25 aprile alcuni militanti pacifisti espongono, durante la celebrazione ufficiale, uno striscione davanti al monumento ai caduti con la scritta "No alla guerra infinita". Il sindaco, stizzito, sposta lo striscione, mentre militanti di Rifondazione lo contestano.
Il 12 maggio Forza Italia presenta un ordine del giorno in cui "esprime il proprio sdegno per quanto accaduto", parla di spregio ai valori della Costituzione repubblicana, citando il senso dello stato, l’amor di patria e la libertà e infine bolla  l’episodio come esempio di politica irrispettosa delle istituzioni cittadine. La maggioranza vota l’ordine del giorno e lo approva.
Gallarate e Social Forum e Coordinamento Pace & Solidarietà, due raggruppamenti molto attivi in città, legati all’associazionismo e al volontariato, e ai valori tradizionali di sinistra e mondo cattolico, definiscono la condanna del consiglio comunale «superficiale e pretestuosa». 
Nell’ordine del giorno infatti non vi sono riferimento a quanto realmente accaduto ma solo «altisonanti giudizi negativi».
«Deporre uno striscione davanti al monumento ai caduti – dicono i pacifisti – non voleva infatti essere un atto né provocatorio né offensivo alla memoria di quanti hanno sacrificato la loro vita in difesa della Patria e dei diritti di libertà».
Nonostante questo i due movimenti cittadini hanno deciso di essere presenti, per ribadire però una scelta di civiltà attuale, con il ripudio di una scelta bellica che non è contro la costituzione ma che semmai è la testimonianza di una vera aderenza ai principi della Carta fondamentale della Repubblica Italiana:
Non essendoci stata alcuna violenza ma solo una civile manifestazione di dissenso, perché sprecare tanti "paroloni"? C’è un altro articolo, della costituzione che andrebbe dunque ricordato: tutti hanno diritto di manifestare il proprio pensiero. E’ il ventunesimo, e i pacifisti gallaratesi  rivendicano la possibilità di metterlo in pratica in ogni occasione.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 26 maggio 2003
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