Muri d’autore: a chi è rivolta l’indagine amministrativa?

Varese – Il consigliere Ds Mirabelli chiede lumi sulle azioni intraprese dal sindaco. Le risposte si fanno attendere

«In merito alla nostra interrogazione urgente sul fallimento dell’iniziativa “Muri d’autore” e sul perchè sia stata avviata una indagine amministrativa e soprattutto contro chi, il sindaco non dà risposte». Si riaccendono, polemicamente, i riflettori sulla vicenda che più di due anni fa venne presentata come l’occasione definitiva per rilanciare turisticamente e socialmente il quartiere di San Fermo. L’idea era quella di gemellare Varese con la cittadina di Atri per sviluppare un comune progetto di “arredo urbano”, utilizzando in modo creativo quelli che spesso sono solo grandi superfici di cemento disadorno. E se la piccola Atri, qualche migliaio di abitanti, ha presentato mesi fa gli esiti del suo operato – un sito internet, un catalogo e decine di opere realizzate – Varese è rimasta al palo. Solo una decina gli affreschi e null’altro.

Il caso venne sollevato in consiglio comunale nello scorso febbraio: con un’interrogazione, il consigliere ds Mirabelli chiese allora che fine avesse fatto il progetto, il perché del suo fallimento e soprattutto che destinazione avessero avuto i 52 milioni di vecchie lire allora stanziati per il primo dei tre anni su cui era spalmato il piano previsto. Sorpresa e imbarazzo generale. Nessuno sembra ricordarsi della vicenda. A caldo il sindaco annuncia l’avvio di un’indagine amministrativa per capire come mai Varese sia stata surclassata in operatività da un piccolo comune e dove siano finiti i soldi stanziati. Per regolamento comunale alle interrogazioni dei consiglieri si deve rispondere entro un termine massimo di 30 giorni. Nel caso specifico, mancando relazioni da parte della giunta, il consigliere Mirabelli torna a farsi vivo. Con una nuova interrogazione, questa volta urgente, il diessino scrive ancora a Fumagalli; ponendo questioni precise: perché un’indagine, chi sono i funzionari interessati, che tipi di reati avrebbero commesso; perché questa indagine sta avvenendo con così grave ritardo; e in ultimo per quale motivo si è derogato palesemente dal regolamento che impone tempistiche vincolate a queste schermaglie dialettiche.

Panico e agitazione nel palazzo? A quanto pare niente di tutto ciò: la risposta del sindaco, a questa ulteriore sollecitazione, arriva con tutta calma. Datata e protocollata 6 maggio, la lettera di risposta del sindaco arriva al destinatario Mirabelli solo in data 15 maggio. Ma la replica, oltreché questioni formali solleva ulteriori interrogativi: “A domande precise, la risposta del sindaco è evasiva, elusiva. Non risponde nel merito a nessuna questione”. In sostanza Fumagalli risponde che sì è vero è stata avviata «un’indagine amministrativa interna al fine di verificare ed appurare la correttezza amministrativa dell’iniziativa e la conformità delle spese sostenute». Ma non va molto oltre. La risposta del sindaco comunica anche la composizione della commissione d’indagine e l’auspicio di poter quanto prima comunicare l’esito dell’inchiesta. «Ci chiediamo a questo punto contro chi è diretta questa indagine: se verso funzionari interni, o se verso consulenti esterni che pure facevano parte del comitato di gestione del progetto. Se fosse verso interni sarebbe grave lasciare quest’ombra di sospetto indefinita sul personale dell’amministrazione di cui occorre piuttosto difendere le professionalità. Se fosse un’indagine verso gli esterni mi chiedo con quale autorità il comune potrebbe avviare un simile procedimento», commenta ancora Mirabelli.

Una questione, dunque, irrisolta. Di sicuro e ben precedente al pasticcio dell’indagine amministrativa, c’è il fallimento di un progetto che pur sembrava molto caro ad alcuni ambienti dell’amministrazione.
«Sapevamo che ai tempi c’era una sorta di veto politico; che ad esempio all’ex consigliere Binelli non era gradito un gemellaggio con una città al di fuori dalle coordinate federaliste. C’è ancora quel veto?» e l’ultima domanda che si pone il consigliere d’opposizione.
Altre domande destinate ad attendere risposte dall’alto. L’auspicio di Mirabelli è che, di qualsiasi natura siano, arrivino con una certa celerità. «Purtroppo è una prassi di questa amministrazione, non rispettare i tempi normativi». E per dare peso alla considerazione ricorda un’altra sua vecchia interrogazione del 25 novembre 2002 relativa alle condizioni dell’ufficio protocollo interno a palazzo estense. La risposta dell’assessore competente è arrivata: oggi, 15 maggio 2003.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 15 maggio 2003
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