Open-day, la Scuoletta di Cartabbia dalla parte dei bambini

Sabato pomeriggio apre le porte al pubblico la scuola "Percorsi per crescere", che da anni segue il metodo educativo Montessori

Una giornata di apertura al pubblico, interamente dedicata alla presentazione della struttura, dei servizi e soprattutto delle modalità educative adottate. 
E’ l’open-day organizzato dall’asilo nido e dalla Scuoletta di Cartabbia "Percorsi per Crescere" in programma per sabato 10 maggio dalle 14.30 alle 17.30 in via Tasso a Varese. Una giornata in cui la Cooperativa omonima, che gestisce nel 1999 le due strutture e che segue il metodo educativo Montessori, intende aprirsi al territorio, presentarsi ai bambini e ai genitori come un servizio alternativo a quello pubblico, ma ugualmente rispondente alle esigenze delle famiglie di trovare un luogo di formazione alla vita per i proprio figli. 
Durante il pomeriggio le educatrici saranno a disposizione degli interessati per illustrare il lavoro, le attività, gli ambienti, i materiali – Montessori e non – usati dai bambini, una videoproiezione completerà l’informazione. 
La giornata sarà anche l’occasione per presentare interessanti progetti per il futuro. 

Ma come nasce la Scuoletta di Cartabbia e in cosa consiste il metodo Montessori? 
Ne abbiamo parlato con le responsabili, Grazia Honegger Fresco, membro della cooperativa Percorsi per Crescere e conculente pedagogico, e Graziosa Giussani coordinatrice della scuola. 
<<Siamo nati come associazione neli anni Settanta – ci spiega Grazia Honegger Fresco – per la formazione degli educatori della prima infanzia, allo scopo di crare luoghi a misura di bambino. Qui a Cartabbia siamo dal 1999. La Scuoletta è la continuazione della Casa dei Giochi che c’era in via Bestini sempre a Varese. Abbiamo riadattato l’edificio, una ex scuola elementare riadattata per le esigenze dei piccoli. L’idea era quella di creare un luogo fisico dove le persone potessero conoscere e vedere con i loro occhi l’applicazione del nostro metodo (di lì la nascita della cooperativa). Serve anche per le anche educatrici tirocinanti>>. 
Un’ala della scuola oggi, al piano terreno, ospita un micro nido per bimbi dai 12 ai 36 mesi e una classe unica invece, al piano superiore, accoglie bambini dai tre ai sei anni. 
In totale quasi 40 bambini, ma ci sono ancora dei posti liberi. Quattro sono le educatrici, due per il nido e due per la materna e gli orari di apertura vanno dalle 8 alle 16 ma con una certa elasticità, per andare incontro alle esigenze dei genitori. 
Una scuola e una struttura come le altre, ma cosa la differenzia dalle scuole pubbliche o dalle altre private? 
<<Sicuramente il nostro metodo educativo, il Montessori, appunto, – spiega Graziosa Giussani – che consiste nella fiducia verso il bambino e nel rispetto di ogni suo tentativo di indipendenza, un’osservazione individualizzata, una cura costante all’ambiente di vita, perché lì i bambini trovino direttamente le risposte alle loro esplorazioni. Importante è trasmettere al bambino il senso di responsabilità nel fare qualsiasi cosa, senza però imporgli nulla. I bambini non devono necessariamente essere pressati o obbligati a fare o non fare qualcosa, lasciandogli l’autonomia di scegliere, sempre nel rispetto però di certe regole che valgono per tutti, il piccolo arriva pian piano a capire quali sono le proprie capacità e ad acquisire una sicurezza maggiore. Nel nostro angolo cucina, per esempio, fare una spremuta d’arancia significa farla veramente, non per finta, questo gratifica molto il bambino. Non immagina che felicità hanno raggiunto in questi giorni due bambini che sono riusciti a costruirsi una collana di perline tutta da soli. Un risultato per loro molto difficile ed emozionante>>. 
Varie e numerose sono le attività che si svolgono all’interno della Scuoletta di Cartabbia, tutte supportate da strumenti e materiali Montessori appunto. 
Si trovano oggetti per l’educazione dei sensi, per la cura della persona e delle cose, libri, matite, creta, pittura, ritagli di carta e incollature. Si va dall’angolo del telaio e dell’intreccio, alle catene di numeri, dalle costruzioni di legno all’angolo cucito, dai lavoretti di casa di tutti i giorni al giardinaggio, dal materiale per imparare la geografia alla lavorazione della pasta. Tutti gli utensili sono veri, anche se di dimensioni ridotte, e questo rende piacevoli e soddisfacenti anche le attività con l’acqua o la partecipazione alla preparazione della tavola. 
<<Anche a pochi mesi i bambini sanno scegliere ciò che più gli piace o conviene – prosegue Graziosa Giussani – per questo tutte le attività sono in un’unica stanza e sta a loro scegliere ciò che più desiderano fare. Questo criterio favorisce l’indipendenza e l’autocontrollo. Ma non si tratta solo di lasciare piena libertà, poniamo anche dei confini e delle regole da rispettare coerenti, che possono rafforzarli nelle loro scelte, senza per forza fare uso di premi o castighi, di lodi o minacce. In questo il ruolo delle educatrici è fondamentale. Ogni bambino ha i suoi tempi e importante è adeguare tempi, ritmi, oggetti di giuoco alle esigenze di ciascun bambino>>. 

Un metodo, quello Montessori, diffuso e con successo in altre città italiane, definito un’educazione indiretta, non ancora molto conosciuto e se così si può dire alternativo al metodo istituzionale ufficiale, ma non per questo meno valido e ricco di principi. 
Una modalità che può sembrare fuori dalle righe, ma oggi purtroppo è difficile far capire che si può educare non necessariamente con l’imposizione o con il divieto. 
Ma la Cooperativa Percorsi per Crescere ha in serbo anche alcuni progetti futuri. Uno a breve termine: creare uno spazio di aiuto e sostegno per le neomamme con bimbi di pochi mesi. Un luogo e un momento dove incontrarsi con altre persone simili per confrontarsi e scambiarsi idee, oltre naturalmente a proseguire i corsi di formazione di educatori. E uno a più lungo termine: l’idea di prolungare il percorso educativo alla scuola elementare, un progetto per il quale mostrano interesse molti genitori, ma che richiederebbe anche uno spazio più grande, ancora da trovare, per permettere la continuità anche fisica del pecorso educativo.

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di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 09 maggio 2003
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