Reguzzoni: «Sull’Arcisate-Stabio abbiamo fatto il nostro dovere, ora tocca alla Svizzera»

Valceresio – Soddisfazione da parte di tutti gli enti in merito al risultato dell'ultima riunione in regione sul futuro del collegamento ferroviario

«Noi abbiamo fatto la nostra parte, rispondendo alle richieste di un territorio che chiede maggiore mobilità. Ora tocca alla Svizzera comportarsi con altrettanta sollecitudine. E non deluderci». E’ un Marco Reguzzoni molto soddisfatto quello che commenta i risultati dell’incontro svoltosi ieri, 21 maggio, in Regione con l’assessore ai trasporti Massimo Corsaro. Il sì regionale all’interramento accoglie la principale richiesta dei due comuni più interessati dalla linea. Induno e Arcisate erano preoccupati infatti per l’attraversamento “a raso” dei convogli. L’ok sul doppio binario dal capolinea di Arcisate fino a Varese colma infatti una cronica insufficienza di un asse di transito che da Varese raggiunge Gallarate per offrire quindi la possibilità d’interscambio con Malpensa, in attesa che Rete ferroviaria italiana precisi progetto, costi e modalità di costruzione del collegamento ferroviario fra Gallarate FS e aeroporto.
«Ora non ci resta che capire che cosa faranno oltrefrontiera. La decisione del governo svizzero di tagliare i fondi alla Arcisate-Stabio, per quanto debba essere ratificata dal Parlamento confederato, ci sembra getti ombre sinistre sul progetto», ha concluso Reguzzoni.

Stessa posizione espressa dal sindaco di Induno Olona Carlo Crosti. «Assieme alla Provincia, al Comune di Arcisate e alla Comunità Montana Valceresio siamo riusciti a creare un tavolo di lavoro comune che ci ha permesso di arrivare in Regione con osservazioni ben precise. Ora tocca agli svizzeri dimostrare la reale volontà di portare a compimento questo progetto. Ancora non abbiamo avuto conferme sul possibile taglio di fondi da parte del governo elvetico. Speriamo vivamente che queste indiscrezioni, circolate nei giorni scorsi, non siano vere. Se così non fosse il Canton Ticino dovrà lottare. Come abbiamo fatto noi».

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 22 maggio 2003
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