Trapianti: a Varese l’unico centro autorizzato in provincia

L'urologia dell'ospedale del Circolo effettua trapianti dal 1996, ma sono quasi trent'anni che fa espianti multiorgano. Il centro, tra i migliori in Italia, è diretto dal professor Aldo Bono

È un centro di espianti riconosciuto dal 1975. Dal 3 ottobre del 1996 ha anche l’autorizzazione ministeriali ad effettuare trapianti. Stiamo parlando del reparto di Urologia dell’ospedale di Circolo di Varese diretto dal professor Aldo Bono, l’unico in provincia di Varese ad essere riconosciuto "centro di trapianti". Si tratta di un’autorizzazione rilasciata dal ministero su richiesta dello stesso ospedale se sussistono alcune condizioni: sale operatorie adeguate e uno spazio per la degenza che assicuri condizioni assolutamente igieniche nella fase post operatoria. Il permesso dura cinque anni, quindi la commissione ministeriale torna a accertare che le condizioni siano rimaste invariate. Urologia, quindi, si trova al suo secondo mandato: «L’autorizzazione ci è arrivata anche in virtù della lunga esperienza maturata nel campo degli espianti – afferma il professor Bono – conta poi anche il curriculum dei chirurghi, che devono vantare una comprovata esperienza in aree anche molto delicate e complesse». Al fianco di Bono, operano 4 chirurghi: insieme, fino ad oggi, hanno realizzato 251 trapianti di rene, mentre gli espianti multiorgano sono stati 63. 
Il problema della donazione rimane un grosso handicap anche se la situazione è in netto miglioramento: « Le difficoltà maggiori riguardano ancora le difficoltà ad ottenere il consenso all’espianto. Ciò ci obbliga, quindi, anche ad andare in trasferta per prelevare l’organo, con veri e propri tour de force».
Il reparto di urologia, comunque, si mantiene nella media europea sia quanto a trapianti, circa una cinquantina all’anno, sia quanto a tempi d’attesa: per un rene si deve aspettare circa due anni. E grazie a questi dati, il centro nella graduatoria ministeriale vanta quattro stellette, su un punteggio massimo di cinque. La mancata perfezione è dovuta proprio alle sue "ridotte" dimensioni: «Noi siamo un centro che non si occupa solo di trapianto. Questa è una delle tante attività chirurgiche che questa specialità dispone. In un anno effettuiamo circa 3000 interventi. La nostra qualità, però, è assoluta e non lo diciamo noi: nella classifica di qualità abbiamo il massimo punteggio».

Un trapianto di reni dura qualche ora. Si può suddividere in due fasi: quella preparatoria dell’organo che può richiedere anche un paio d’ore per la delicatezza delle operazioni, e quella del trapianto che può risolversi in un’ora. La degenza successiva è una fase molto delicata: per circa 8 o 9 giorni il trapiantato va isolato perchè la terapia antirigetto è al massimo. Per questa fase, il reparto di urologia dispone di cinque posti letto.
Grazie ai progressi in campo farmacologico, oggi l’età dei donatori si è alzata: anche sessantenni potrebbero donare un rene, mentre gli interventi di trapianto si effettuano su persone anziane se le condizione fisiche lo permettono.
Il reparto di urologia, con la sua equipe medica, è sempre pronta ad intervenire: un rene può "resistere" sino a 70’ore una volta espiantato. È capitato persino che in un giorno siano stati effettuati tre trapianti. Sempre sotto pressione: salvare una vita non ha orari.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 22 maggio 2003
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