Troppa burocrazia, polizia in difficoltà

Agenti in ufficio, meno controllo sul territorio. Il Siap chiede di invertire la rotta

Scartoffie e carenza di personale, ma anche organizzazione che fa acqua. Sono le denunce del sindacato di polizia Siap, che gettano un ombra sull’attuale situazione del commissariato di Gallarate. La critica parte da lontano, vale dire dai tagli sulla legge Finanziaria che hanno inciso profondamente sulle forze di polizia. Ma a Gallarate la situazione non è meno difficile che nel resto d’Italia. 
Secondo il sindacato, il presidio cittadino era in passato «l
a punta avanzata» della P.S. , sia per il servizio reso, che per la qualità del lavoro. 
Per questo il Siap si scaglia contro il vicequestore Giovanni Broggini: «La situazione – scrivono in un comunicato – non è tale da condividere la ottimistiche dichiarazioni rese dal dirigente, secondo la quali Gallarate costituirebbe una sorta di Isola Felice».
Tutt’altro, dicono i rappresentanti del sindacato Siap, occorre invece alzare il reale livello di controllo del territorio. E questo è il nodo della questione. Le logiche gestionali, si legge nella nota, determinano un progressivo indebolimento sulle 24 ore. Il personale turnista viene frequentemente impiegato in servizi burocratici e di ordine pubblico, provocando un assottigliamento delle forze sul territorio, mentre aumenta la burocrazia per gli agenti. L’errore sarebbe quello di mantenere un organico identico sia per gli uffici (esclusi i settori investigativi) che per i servizi operativi.

Com’è possibile che per l’accoglienza del pubblico che giunge in commissariato venga impiegato personale che dovrebbe essere impiegato sul territorio e che l’Ufficio denunce sia aperto solo dalle 10 alle 13? Sono due dalle tante domande che il Siap pone, chiedendo una profonda azione di recupero e di ottimizzazione delle risorse e del personale.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 20 maggio 2003
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