Ucciso e gettato nel bosco

Cadavere trovato un dipendente dell'Eni che svolgeva dei controlli. L'ipotesi più probabile è quella dell'omicidio. Oltre ai colpi sulla testa l'uomo aveva i vestiti bruciati e delle ustioni sul corpo

Il cadavere di un uomo è stato trovato nella mattina di giovedì 29 nei boschi di Gerenzano. Era riverso su una strada sterrata, con i vestiti bruciati e il capo tumefatto. Così lo ha trovato un dipendente dell’Eni, la società del gas, mentre svolgeva un giro di controllo su alcuni impianti della zona. È mistero sulla sua identità, mentre sulla causa del decesso l’ipotesi più probabile è quella dell’omicidio.
Non è stato trovato nessun documento, nessuna macchina nelle vicinanze e soprattutto non c’è stata alcuna denuncia di scomparsa. L’identità dell’uomo resta ignota e i carabiniere di Saronno, che si stanno occupando del caso, stanno cercando di risalirvi in queste ore. Gli unici elementi sulla sua identità, dicono che si tratta di un maschio, bianco all”incirca sui trent’anni. 
A rinvenire il cadavere nei boschi alla periferia di Gerenzano è stato il dipendente dell’Eni. In questa zona stava svolgendo una ispezione sulle tubature dell’impianto del gas. Proprio mentre era intento in questa mansione si è ritrovato sotto gli occhi il cadavere del giovane. Si trovava appunto sulla strada che si introduce nel bosco, una strada sterrata, utilizzate per le passeggiate e dunque abbastanza appartata rispetto alla passaggio delle macchine. 
Del caso si stanno occupando i carabinieri di Saronno coordinati dal magistrato della procura di Busto Arsizio  Di Taranto. Il pubblico ministero ha disposto sul cadavere l’esame autoptico, che verrà eseguito domani mattina nell’ospedale di Busto Arsizio.
Solo l’esame potrà definire i contorni della vicenda, che appaiono ancora sfuocati. Quando e come è morto l’uomo? Secondo una prima ricostruzione dei carabinieri, la morte potrebbe essersi verificata nella notte fra mercoledì e giovedì.  L’uomo aveva i vestiti bruciati e il suo corpo presentava delle ustioni, ma non gravi al punto di causarne la morte. Forse sono stati i colpi sulla testa a risultare fatali per l’uomo. Ma tutte queste ipotesi saranno confermate o scartate dall’autopsia. 
Accanto al cadavere non sono stati trovati documenti o oggetti che potessero in alcun modo far risalire ad un nome, cognome e nazionalità. Per dare una identità alla vittima i carabinieri utilizzeranno le strumentazioni tecnologiche in loro possesso. Di certo nessuno nelle ultime ore ha ancora denunciato la scomparsa di un uomo, con le stesse caratteristiche della vittima.  
La morte di quest’uomo fa tornare alla mente il brutale assassinio che nei mesi scorsi aveva ucciso un giovane di origine albanese, Alex Koka. Era successo poco lontano a Caronno Pertusella. Anche in quel caso il cadavere della vittima, dopo un pestaggio feroce, era stato abbandonato nel bosco dai suoi aggressori, entrambe albanesi. Era stato un regolamento di conti ad originare il brutale assassinio.  

 

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 29 maggio 2003
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