Bossi: «A Gallarate la base mi ha contestato»

Dopo il comizio il senatùr rivela a Repubblica: è la prima volta che succede dopo tantissimi anni

Umberto Bossi fa mea culpa, per non aver toccato il tema dell’immigrazione nell’ultimo comizio di Gallarate. Il senatùr lo ha riferito a La Repubblica, in una intervista pubblica a pagine 13 del quotidiano di domenica. «Vede – ha spiegato Bossi – io non sono un bombettista, uno che indossa il doppiopetto. Ma l’altra sera a un comizio a Gallarate ci sono rimasto male: per la prima volta dopo tantissimi anni sono stato contestato dalla base. Si parlava di immigrazione e io cercavo di calmare le acque, ma la gente era incazzata. Prima mi sono sentito mortificato, poi sono stato ad ascoltare. ci ho pensato su e ho deciso che la via è quella che indica il popolo: stare con il popolo fino in fondo».
La Lega cittadina aveva intenzione di distribuire volantini contro la moschea e di tuonare contro la volontà di Fini di dare il voto agli immigrati, ma alla fine la fiaccolata era stata incentrata solo sulle riforme.  A fine comizio, il senatùr è stato anche avvicinato da alcuni residenti di via Peschiera, dove sorge il centro culturale islamico.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 30 novembre 2003
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