Finto blitz terroristico, il sindaco: «Un’indagine interna farà chiarezza»

Discussione in aula dopo la richiesta di danni avanzata da un gruppo di dipendenti comunali. Aperto un fascicolo in procura

A botta calda era stata presentata come un successo in materia di prevenzione. Ora è un caso imbarazzante, di cui persino la procura della repubblica si sta occupando, visto che a seguito di alcuni esposto è stato aperto un fascicolo. Il finto blitz terroristico del 20 ottobre, insomma, fa ancora discutere. Il consiglio comunale ha bocciato la proposta di Rifondazione comunista che chiedeva al sindaco e al commissariato di polizia di non replicare né in comune né altrove l’esercitazione. 
Ma durante il dibattito sono emersi screzi all’interno della maggioranza e anche qualche esplicita critica sull’opportunità di una rappresentazione così realistica.
Il sindaco Nicola Mucci si è espresso a inizio discussione con una breve dichiarazione: «La mozione di Rifondazione è irricevibile – ha spiegato – perché ci chiede di fare cose che non sono di nostra competenza. Posso dire però che noi non abbiamo dato input sulle modalità dell’esercitazione, che sono state gestite dalla responsabile della sicurezza. Ora è in atto un’indagine interna per chiarire i fatti».
Mucci si è dunque scrollato di dosso qualsiasi responsabilità sull’utilizzo di uomini con passamontagna, scoppi, petardi e quant’altro. La tattica della maggioranza è stata quella di allontanare il voto, dichiarando cioè non di competenza del consiglio la richiesta di Massimo Barberi. «Siamo tutti d’accordo nel dire che si è esagerato – ha detto tra gli altri il capogruppo del carroccio Roberto Borgo – ma non c’è necessità di andare oltre». 
Quando già tre consiglieri comunali avevano presentato la richiesta sospensiva, è però arrivato a sorpresa l’intervento di Roberto Bosco, capogruppo di Forza Italia: «Vogliamo andare al voto». Lega e Udc non hanno gradito e hanno abbandonato l’aula. L’ordine del giorno di Rifondazione è stato bocciato lo stesso, ma la questione non finisce qua.
Diciannove lavoratori hanno già chiesto i danni e l’onorevole Graziella Mascia (Prc) ha presentato un’interrogazione parlamentare. 
Le opposizioni hanno fortemente criticato l’atteggiamento del sindaco. «Sulla stampa fece ben altre dichiarazioni – ha detto Pierluigi Galli (Ds) – avrebbe fatto meglio oggi ad ammettere di aver fatto un errore». Gianfranco Selvagio ha chiesto più volte al primo cittadino a che titolo fossero coinvolti i poliziotti, ma non ha avuto risposta. Andrea Buffoni ha cercato una mediazione, proponendo un emendamento più soft. Massimo Barberi ha sottolineato l’incongruenza dell’esercitazione con le modalità della legge 626.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 25 novembre 2003
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