Incidenti stradali, l’Asl punta sull’osservatorio

Una delle prime cause di morte precoce e tra gli uomini con meno di quaranta anni al centro di un'analisi provinciale

In seguito alla ricerca ed analisi dei dati riferiti al proprio territorio, l’Azienda sanitaria locale della provincia di Varese ha istituito un Osservatorio epidemiologico, ovvero una banca dati trasversale per la rilevazione e l’analisi dei dati di mortalità e morbosità per incidenti stradali con particolare attenzione ai dati di invalidità per l’analisi dei principali fattori di rischio d’interesse sanitario (uso di alcool, sostanze stupefacenti e farmaci attivi che diminuiscono l’attenzione del guidatore).

L’Asl di Varese ha inoltre costituito un Gruppo di lavoro interdisciplinare di cui fanno parte le Aziende ospedaliere, il 118, le Scuole, l’Università, la Provincia, i Comuni, l’Aci, le Forze dell’Ordine, l’Associazione familiari e vittime della strada e gli enti interessati per la realizzazione di iniziative comuni. Il Gruppo dovrà condividere gli obiettivi di prevenzione,specificando gli indicatori per la propria realtà, le risorse a disposizione e le relative responsabilità per potenziare le attività di prevenzione e di assistenza sanitaria (miglioramento delle capacità di primo soccorso sanitario per guidatori professionisti – autisti di mezzi pubblici, camionisti, personale delle forze di polizia, ecc…).

Gli incidenti stradali hanno causato la morte di trecentomila persone, un quarto delle quali tra i 15 ed i 29 anni d’età, negli ultimi tre decenni in Italia. Un numero elevato, che costituisce un rilevante problema di sanità pubblica. Attualmente la mortalità per incidenti è quasi il 2% della totalità dei decessi. Solo nel 2000 si sono registrati 6410 morti in Italia e 1040 in Lombardia per incidenti stradali, che nell’ambito territoriale dell’Asl della provincia di Varese sono stati 3731, causando 5386 feriti e 93 morti, il 71% dei quali maschi.

Analizzando i principali fattori di rischio in età giovane-adulta gli incidenti stradali rappresentano una delle prime cause di morte precoce e tra gli uomini con meno di quaranta anni la prima in assoluto. Il numero dei decessi sotto i 44 anni è per i maschi circa 4 volte di più rispetto alle femmine. In provincia di Varese, nel quinquennio dal 1996 al 2000, i decessi per incidenti stradali, divisi per sesso in persone con età inferiore ai 35 anni sono stati rispettivamente 36 e 6, 39 e 7, 47 e 6, 34 e 5, 28 e 8. Dopo un aumento dei casi nei maschi fino al 1998, negli anni successivi si è registrata una diminuzione delle morti. L’andamento della mortalità nel sesso femminile è risultato stabile.

Come precisa il Piano sanitario nazionale, è necessario promuovere la salute anche attraverso una diminuzione degli incidenti stradali. La Lombardia ha approvato le linee guida regionali per la prevenzione degli infortuni da traffico d’autoveicoli, basandosi sulle quali l’Azienda sanitaria locale della provincia di Varese ha predisposto delle iniziative di prevenzione.

L’alta percentuale di persone coinvolte tra i 14 ed i 29 anni d’età richiede uno studio attento sui comportamenti a rischio della popolazione giovanile. Per questo motivo l’Asl della provincia di Varese ha inviato sul tema ‘’Guida e comportamenti a rischio degli studenti’’ qualcosa come 561 questionari agli allievi delle scuole medie superiori.

Per quanto riguarda l’inizio dell’uso regolare d’alcolici i dati raccolti hanno evidenziato, su un totale di 324 risposte, che 165 studenti varesini hanno iniziato tra i 14 ed i 15 anni d’età, 65 a 16 anni, 32 a 13 anni, diciannove a 12 anni e diciassette a 17 anni d’età. Gli altri nelle rimanenti fasce d’età tra i 4 ed i 18 anni.

Per il corretto utilizzo dei dispositivi di sicurezza in città, su 561 studenti varesini contattati, il 48% si mette sempre la cintura di sicurezza in automobile, il 33% talvolta, l’11,60% mai ed il 7,50% non ha risposto alla domanda. Il casco della moto è sempre usato dal 49% degli interpellati, talvolta dal 7,50%, mai dal 7,50% mentre il 36% degli interpellati non ha risposto alla domanda. Per quanto riguarda il casco durante la guida del ciclomotore, viene sempre indossato dal 56,90% degli studenti, talvolta dall’8,70%, mai dal 9,10% mentre il 25,30% ha preferito non rispondere.

Infine, per quel che concerne un giudizio sulla non pericolosità della guida dopo l’assunzione di stupefacenti, il 21% degli studenti varesini interpellati la ritiene non pericolosa dopo la fruizione di cannabis, il 6,60% di psicofarmaci, il 5,20% di cocaina, il 3,70% di Lsd ed il 3,20% di ecstasy.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 27 novembre 2003
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