Piccoli comuni contro la Finanziaria: per risparmiare staremo al buio

Il presidente dell'Anpci minaccia una clamorosa protesta contro i tagli agli enti locali e contro i limiti di eleggibilità dei sindaci

«Protesteremo, spegnendo le nostri luci».
Piccoli comuni contro; contro la manovra finanziaria e contro la legge attualmente in vigore che sancisce il divieto di ricandidare chi abbia già compiuto due mandati. Per evitare il collasso dei servizi primari e ridare piena libertà di scelta al corpo elettorale. Una battaglia difficile, quella dei piccoli comuni, da qualche tempo impegnati a preannunciare clamorose manifestazioni di protesta per farsi sentire.
La proposta di finanziaria 2004 cancella tutte le disposizioni innovative a sostegno dei piccoli comuni recepite da quella del 2003. Nel dettaglio: viene ridotto il fondo ordinario degli investimenti e non è previsto il rifinanziamento del fondo spettante ai Comuni con popolazione inferiore ai 3000 abitanti, in più vengono ridotti i fondi per incentivare le unioni dei Comuni.
«È una questione di vita o di morte – lamenta Franca Biglio, (foto) combattivo presidente dell’Anpci (Associazione nazionale piccoli comuni italiani). Siamo al collasso: i nostri bilanci potrebbero avere riduzioni dal 20 al 40%; stando così le cose, diminuirebbero i trasferimenti, ci è impossibile accrescere la pressione fiscale locale, già al massimo, e dobbiamo far fronte da soli all’aumento di spese».
Morale: drastiche decurtazioni a servizi essenziali: assistenza agli anziani, manutenzione strade, trasporti pubblici.
Da qui la clamorosa iniziativa: se in commissione bilancio non verranno recepite le richieste dell’associazione, dal primo gennaio 2004, le luci pubbliche dei piccoli comuni si spegneranno.
«È una protesta forte, concreta e simbolica al tempo stesso: le nostri notte saranno al buio; e sarà insieme un modo per trovare un risparmio concreto e una metafora del buio e della morte in cui i comuni stanno sprofondando». A giorni partiranno le più di cinquemila lettere con cui i sindaci verranno messi al corrente della forma di protesta. Contemporaneamente, tuttavia rimane aperta la partita parlamentare. «Sono convinta che il governo non sarà così cieco da approvare questa finanziaria e che si trovi il modo di emendarla. Il presidente della commissione bilancio è l’onorevole Giorgetti, sindaco di Cazzago Brabbia e lui conosce perfettamente quali sono i nostri problemi».
Alla questione economica, si aggiunge il limite di eleggibilità: nel 2004 un gran numero di piccoli comuni (una novantina solo in provincia di Varese) rinnoveranno i propri vertici istituzionali. In molti casi i sindaci sono alla scadenza del secondo mandato. La legge vieta loro una ricandidatura: «È un’iniquità democratica, la negazione di un diritto alla libertà di voto – ridadisce la Biglio e con lei molti sindaci interessati; nelle piccole comunità è sempre più difficile trovare figure che vogliano interessarsi alla politica. E teniamo conto che in molti piccoli contesti la gente vota la persona conosciuta, affidabile al di là degli schieramenti politici». Insomma la norma nata per arginare fenomeni di blocchi di potere statici e di mala amministrazione ha perso, secondo l’associazione, la propria validità. Anche da questo punto di vista la battaglia parlamentare è in corso.
Entrambi i fronti dovrebbero chiudersi entro la fine di dicembre. Se così non fosse, potremmo assistere al primo black-out autogestito.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 26 novembre 2003
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