Prealpi servizi: un piano che non convince

Il coro dei no e dei dubbi espressi dalle dall'Ulivo e Rifondazione

Prealpi servizi e il coro dei no e dei dubbi. Sono quelli delle opposizioni in consiglio comunale espressi in una serie fitta di interventi dalla Margherita a Rifondazione comunista, passano per i Progressisti. 
La fusione delle municipalizzate e la futura privatizzazione non piace a Rifondazione. La nascita della mamma delle municipalizzate è condivisa da Margherita e Progressisti, ma il piano industriale proprio non convince. 
A guardare nel piano ed ad esprimere dubbi è stato il consigliere della Margherita Alessandro Berteotti. «Per accettare questo piano innanzitutto occorrerebbe partire dal presupposto che si tratti di un vero piano industriale» ha detto il consigliere, che ha posto un interrogativo su una questione come quella dell’occupazione. «Esso prevede un incremento dell’occupazione, ma è evidente che la fusione delle tre porterà alla fusione dei settori amministrativi e dunque a esuberi». E se gli aumenti sono previsti nel settore industriale, allora risulta singolare per Berteotti che nell’arco di sei anni, come è nelle previsioni del piano, il costo del lavoro è una voce che rimane tale e quale al punto di partenza. 
Decisamente contrario il gruppo consigliere del Prc che vede in questa operazione numerosi elementi di incertezza, come ha detto in aula Antonio Corrado, capogruppo del Prc, per il quale il futuro assetto societario non è chiarito dal piano così come le
quote sociali, di proprietà e i conferimenti. Interrogativi anche sul futuro di Sogeiva. «Il piano parla di una eventuale acquisizione – spiega Corrado –  e se non venisse acquisita, probabilmente andrebbe rifatto l’intero piano». Idee poco chiare anche sul conferimento dei rifiuti e lo stesso interrogativo sul costo del lavoro che si mantiene costante in sei anni. «È un azzardo politico» aggiunge a questo proposito. «La logica avrebbe voluto che, prima di arrivare a definire il Piano Industriale, ci fosse una maggiore definizione del quadro generale e degli assetti delle differenti realtà – ha concluso Corrado – quello che ci viene chiesto di votare, questa sera, è una cambiale in bianco nei confronti di un soggetto industriale che ancora non c’è. E che nasce, in ogni caso, su basi pesantemente errate».

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 26 novembre 2003
Leggi i commenti

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di VareseNews.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.

Segnala Errore