Si di Palazzo Estense al piano industriale di Prealpi Servizi

Critiche le opposizioni rispetto al piano che porterà all'aggregazione delle tre municipalizzate

Con 23 si e 12 voti contrari è passato in consiglio comunale a Varese il piano industriale di Prealpi Servizi, relativo all’aggregazione societaria di Aspem con le altre due aziende municipalizzate di Busto Arsizio e Gallarate.
Il punto, secondo all’ordine del giorno dell’assemblea di Palazzo Estense è stato votato in seguito ad un lungo dibattito che ha visto contrapposti i gruppi di minoranza che hanno fortemente criticato i contenuti del piano, presentato dall’assessore alle grandi opere del Comune di Varese Franco Taddei. «Questa serata costituisce un importante momento politico dal momento che la legislazione vigente, oltre a quella europea, vanno verso la liberalizzazione dei servizi locali – ha affermato Taddei – ed è per questo, per fare fronte a future gare d’appalto con concorrenti agguerriti, che è necessario puntare sulle aggregazioni di municipalizzate. In questa direzione va la scelta fatta nel 2002 dal comune di Varese».
Un’operazione sinergica, insomma, che secondo il comune porterà vantaggi in termini di qualità di servizi e vantaggi economici per i cittadini. Anche secondo Atkearney, società che si è occupata della redazione del piano industriale, l’aggregazione delle tre municipalizzate produrrà alti livelli di qualità di servizi, divenendo punto di riferimento per l’erogazione di servizi a livello provinciale (la realtà attuale comprende già 37 comuni che beneficiano dei servizi delle tre municipalizzate). Si parlato anche di fatturato, che prevede un incremento da 105 a 115 milioni di euro qualora l’aggregazione andasse in porto, a fronte di addirittura una flessione qualora le tre municipalizzate corressero da sole. Il tutto considerando alcuni “allineamenti” di personale che prevedono 27 uscite a fronte di 66 nuove assunzioni.
Le opposizioni dal canto loro hanno duramente criticato la presentazione del piano industriale. Secondo il consigliere Cacioppo, Ds, diversi sono i punti deboli del piano industriale: manca il coinvolgimento delle piccole realtà sociali e al contempo non vi è una visione che esce dai confini provinciali, come avviene in altre regioni. Anche altre forze presenti in consiglio come Rifondazione, hanno criticato l’assenza di un preciso assetto societario rispetto al peso che avrà ciascuna municipalizzata, dicendosi preplessi rispetto al mantenimento degli attuali posti di lavoro. Secondo Perrucconi, della Lista Fassa, il piano «non è esaustivo sotto il profilo dello sviluppo futuro». Alfieri, della Margherita, ha affermato che «vi è l’impressione che con questo piano industriale la città stia svendendo il patrimonio».
Anche da parte del consigliere dell’ Udc Salerno, diverse sono le «preoccupazioni per il “dopo”, rispetto alla valutazione delle singole municipalizzate, anche alla luce dei risultati positivi che Aspem ha finora dato».
Alle eccezioni sollevate dalla minoranza ha replicato lo stesso Taddei, specificando la possibilità da parte di Prealpi Servizi di uscire dalla provincia di Varese una volta che la società sarà operativa, specificando che non vi è nessuna svendita del patrimonio dal momento che le aziende restano sotto il controllo pubblico. Fattore, questo, confermato anche dal presidente della spa Caianiello, presente in sala; «Le aziende municipalizzate deterranno sempre la maggioranza del 60 per cento di capitale pubblico che deve essere presente in Prealpi»
Hanno votato contro i gruppi consiliari della Margherita, dei Ds, Rifondazione Comunista e la Lista Fassa.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 27 novembre 2003
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