An: un prestito ai varesini per pagarsi gli studi

Varese – La proposta del partito di Fini prevede che la provincia attui una convenzione con gli istituti di credito

Prove tecniche di un welfare futuribile, dove la comunità aiuta chi vuole studiare ma non regala nulla. E’ la proposta di An in consiglio provinciale. Un prestito per pagarsi gli studi, a tasso agevolato, erogato da una banca, in convenzione con l’ente pubblico.
Permetterebbe agli studenti residenti in provincia di Varese di frequentare qualunque università e di avere un aiuto concreto per il mantenimento dei propri studi.
«La Provincia dovrebbe firmare una convenzione con una fondazione bancaria – spiega il consigliere Alberto Cattaneo – in questo modo potrebbe ottenere il finanziamento, ma contribuirebbe anche, insieme alla fondazione stessa, ad agevolare il tasso».
Un’operazione di questo tipo, secondo Cattaneo, sarebbe equiparata a un credito al consumo, come l’acquisto di un’auto a rate. Il tasso indicato si aggira tra il 5 e il 6 per , un valore più alto di quello ipotizzabile per l’acquisto della prima casa (3,5%), una differenza che però si spiega con la mancanza di garanzie per l’istituto di credito.
Cattaneo e il consigliere Domenico Marchetta, che hanno illustrato l’iniziativa insieme al presidente provinciale Luca Ferrazzi, fanno un esempio per chiarire quale sarà il contributo dell’ente pubblico: «Se il tasso di interesse chiesto dalla banca è 6% e noi vogliamo mantenere per lo studente una quota agevolata del 4%, il rimanente 2% potrà essere suddiviso a metà tra la provincia e la banca erogatrice del finanziamento».
Per questo An pensa di coinvolgere una fondazione bancaria (e ovviamente guarda alla Cariplo) che per statuto deve erogare finanziamenti a favore del territorio.
Ma in quanto tempo si dovrà rimborsare il prestito? Il testo che An propone al consiglio provinciale aperto, convocato a Villa Recalcati per discutere dei problemi del lavoro, prevede che gli studenti paghino, fin da subito, solo una quota degli interessi maturati, e comincino a rimborsare a partire dal secondo anno successivo alla laurea. Per un anno, dunque, potranno stare tranquilli. E cercarsi un lavoro che permetterà di fare fronte ai loro impegni.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 15 marzo 2004
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