Annuncio choc sul web: «Il nostro comune è un paradiso fiscale»

A Frasco, piccolo paese di 133 abitanti, contano di attirare capitali e promettono imposte stracciate

Venite, costruite e pagate pochissime tasse. Il comune di Frasco, nella vicina Val Verzasca, Canton Ticino, propone a svizzeri e italiani di fare tappa nel proprio territorio e con un messaggio sul sito Internet del comune – 133 abitanti in mezzo al verde e alla montagne – ricorda che il paesino «dispone di zone edificabili libere ed interessanti». 
Un messaggio "hard" (www.frasco.ch) che in Italia avrebbe fatto scoppiare un putiferio. Ma in Svizzera, attrarre capitali non è culturalmente disdicevole. Nel paese del segreto bancario, infatti, capita che il comune di Frasco faccia di più e metta sul sito internet una sezione che più esplicita non si può. Titolo: "Paradiso fiscale".
In fondo si parla di tradizioni antiche, anche se nella confederazione da anni infuria il dibattito sull’opportunità di accostare l’immagine del paese alle operazioni bancarie più spericolate del pianeta. 
Tuttavia, a Frasco nessuno si scandalizza. Il paradiso fiscale tra i monti attirerà i contribuenti come le mosche al miele. Per ora ha destato l’attenzione della stampa d’oltrefrontiera.
Trattasi, in fine dei conti, di provocazione; niente di più di una boutade per attirare l’attenzione su un paesello di montagna che promette di applicare sontuosi sgravi fiscali, in particolare per case e capannoni, magari strizzando l’occhio ai vizi degli italiani. 
Sentite qua: «Il comune di Frasco – recita l’annuncio – si sta impegnando per creare in paradiso fiscale al fine di sfruttare al meglio le opportunità che la Svizzera offre in diversi campi dell’economia, approfittando anche della sua stabilità politica». Che dire, la classica offerta che non si può rifiutare? 
Il sindaco, Fabio Badasci, intervistato dalla stampa ticinese ha ammesso il gioco. «L’espressione paradiso fiscale è stata usata volutamente per fare colpo» ha dichiarato nei giorni scorsi, con tanto di specificazioni sulla volontà di non confondere il paradiso fiscale lindo e a prova di indagine come Frasco, con quello bollato come una sorta di Babilonia della finanza che riposa sul mar dei Caraibi e risponde al famigerato nome di Isole Cayman. 

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 08 marzo 2004
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