Appello bipartisan: «Ministro Bossi non faccia propaganda»

In consiglio comunale una petizione promossa dal Ds Mirabelli contro gli attacchi alla chiesa. Firmano tutti i partiti tranne la Lega

Si parla anche di cannonate e di aerei civili abbattuti, dai sovietici of course, nelle prime battute del consiglio comunale. Schermaglie da guerra fredda, in una fredda serata di marzo, destinata alla fredda presentazione di un freddo bilancio di gestione. Che ci azzeccano?
La miccia l’accende il consigliere diessino Mirabelli. La polvere da sparo, manco a dirlo, le esternazioni del ministro Bossi. Questa volta quelle di Padova, da dove il nume tutelare di Palazzo Estense prende di mira l’8 per mille e la «chiesa mondialista, dei Marcinkus, della P2 e della Parmalat». Su un sistema nervoso già un po’ scosso dalle di poco recenti ironie sul "semo romani" pronunciato da Papa Woityla, la sinistra varesina ha fatto appello a tutti i consiglieri indispettiti dall’ennesimo affondo del Senatur. Una
lettera, indirizzata proprio a Bossi, ha cominciato a passare di banco in banco  in cerca di sottoscrizione: «Caro Ministro – sottolinea Mirabelli nel suo intervento – quando offende il Santo Padre, Roma, l’Europa, o minaccia cannonate contro gli immigrati rischia di dare un’immagine della nostra laboriosa gente poco aderente alla realtà». Sa di poter andare sul velluto.
Alla fine Mirabelli fa incetta di firme solidali, guadagnandosi un’adesione trasversale da Federiconi di An al gruppo dei presenti di Forza Italia fino agli esponenti della Margherita, al capogruppo UdC Bruno Salerno. Da tutti l’invito rivolto a Bossi a moderare i toni, sopratutto trattando certi argomenti. 
La Lega non ci sta. Prende la parola Marco Cerini, capogruppo Lega Nord in consiglio, per giustificare il ministro: «Comprendiamo le provocazioni del ministro delle Riforme Istituzionali – esordisce Cerini – perché Bossi ha come sempre il coraggio di dire quello che altri pensano e non dicono. Parla perché ha nel cuore il sentire popolare. Va riconosciuto alla Lega di aver fatto molto per la religione cattolica, in termini di politica per le famiglie e per le tradizioni. Per questo le uscite di Bossi sono benevole, mentre non accettiamo le provocazioni malevoli di Mirabelli». 
E siccome, malevolmente, Mirabelli ricorda nel suo intervento anche la minaccia di prendere a cannonate gli emigrati, altro celebre uscita del ministro, arriva, benevolmente, la replica del del consigliere leghista Ossola. «Le uniche cannonate sono quelle fatte partire dall’allora Unione Sovietica il 1° settembre 1983 nel Mar del Giappone contro un aereo di linea coreano, entrato, senza intenti ostili, nello spazio aereo sovietico». Si sa, rinfacciare una malefatta del passato è un gingillo che non si nega a nessuno. E così, allegramente, mettendo insieme un po’ di tutto e un po’ di più, prendendo a prestito la storia, Bossi e il KGB, si è potuto infine parlare serenamente del bilancio del comune.  

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 02 marzo 2004
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