Arrivata a Varese la Carovana della pace

Molte le associazioni locali che hanno aderito all'iniziativa che culminerà il 20 marzo a Roma

La Carovana della Pace è arrivata a Varese e gli organizzatori si sono detti soddisfatti. Nel pomeriggio si è svolto a Olgiate Comasco l’incontro tra la Carovana e gli enti locali, i quali hanno aderito all’invito delle associazioni. Numerosi i comuni che vi hanno partecipato, tra cui anche cinque del varesotto (Fagnano Olona, Jerago con Orago, Sesto Calende, Malnate, Vergiate).

Gli organizzatori della Carovana si sono detti colpiti e soddisfatti per la riuscita dell’incontro, soprattutto per il fatto che la collaborazione tra i comuni delle province di Varese e Como è alta e fattiva e per il fatto che le mozioni proposte dalla Carovana sono state accolte con favore e entusiasmo da molti Sindaci. Tra i documenti proposti vi erano quello per il ritiro delle truppe italiane dall’Iraq, quello per la raccolta firme contro la soppressione dell’Agenzia per la Riconversione dell’industria bellica e quello contro l’esposizione all’Exa di armi da guerra.

Alle 18 è arrivato il furgoncino che ha guidato la Carovana della Pace proveniente da Malnate, prima tappa nella Provincia di Varese dopo la sosta a Como di ieri. Il furgoncino era accompagnato da due simpatici e rumorosi ciclisti. 
In Piazza della Repubblica c’era il presidio delle Donne in Nero, Emergency, il Varese Social Forum e il Valle Olona Social Forum, l’Agenzia per la riconversione delle industrie belliche con il banchetto di raccolta firme contro la soppressione della stessa Agenzia, la Sinistra Giovanile e il Segretario provinciale di Rifondazione Comunista, Giovanni Bonometti.

«Questa manifestazione – ha dichiarato Bonometti – è per ribadire ancora una volta il "no" ad una guerra che l’Italia porta avanti da un anno senza l’appoggio della popolazione. L’Italia ha più volte dimostrato di essere contro l’intervento in Iraq e contro la permanenza dei nostri soldati in appoggio attivo ad una forza occupante come quella americana. Rifondazione vuole essere in prima fila nel dire un forte no alla guerra, in Parlamento come nelle Piazze, per riaffermare un’istanza portata avanti dalla maggioranza degli italiani».
«Noto purtroppo con rammarico che la gente in piazza non è molta – ha proseguito Bonometti – ma d’altra parte l’orientamento politico della città e di molti comuni della provincia è noto. Ma dovranno rendersi conto che c’è gente che tiene alla pace e che queste persone sono la maggioranza degli italiani».

Non dello stesso avviso è invece la Capo Carovana, Barbara Rigoli, che dopo aver disteso sulla piazza la grande bandiera della Pace da portare a Roma il 20 marzo piena di firme di associazioni e partecipanti alla manifestazione contro la guerra, ha dichiarato : «È fondamentale la partecipazione in piazza questa sera; infatti non è importante il numero di persone che partecipa alle manifestazioni, ma il fatto che ogni singola associazione sia rappresentata in piazza, e che sia riconoscibile. Questa è una cosa che mi è capitata solo qui, ma è da apprezzare e incoraggiare, come la collaborazione tra le associazioni, che nella zona di Como e Varese è più alta e fattiva che nel resto d’Italia. Vorrei ringraziare tutta la gente e le associazioni di Varese, che si sono dimostrate attive e collaborative con noi e tra di loro, a partire dalle piccole cose, come l’ospitalità notturna che ci hanno offerto le più diverse tipologie di persone, per arrivare alle cose più impegnative, come la presenza agli incontri e alle manifestazioni. È importante avere uno strato della società per quanto piccolo, che viva e lavori per la pace nel concreto: questo ci dà fiducia e ci fa ben sperare».

«Sono rimasta colpita favorevolmente – prosegue Barbara Rigoli – per quanto è successo e succede a Varese e Como, che mi erano state descritte come punti bui nel panorama italiano, mentre ho travato un appoggio totale e una comunanza di interessi tra le associazioni che raramente ho trovato in altre zone da me visitate. Il lavoro con i Comuni di stamattina è andato oltre ogni più rosea aspettativa, molti sindaci hanno intrapreso una via che porterà tanti altri a seguirli e ad appoggiarli. Molti comuni hanno anche aderito alla richiesta di partecipare a Roma il 20 Marzo, alla manifestazione contro la guerra, portando il proprio gonfalone. Tanti lavorano già insieme, e questo è un aspetto molto positivo. Come il mio giudizio su questa giornata».

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 05 marzo 2004
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