Bullismo e bande, dalla scuola alla strada

La provincia di Varese al dodicesimo posto in Italia per il numero di reati connessi dai minori. In aumento il fenomeno del bullismo, secondo l'Asl, anche fuori dalle classi

Varese tra le prime province italiane nella classifica dei reati perpetrati dai minori. E l’allarme emerge in maniera forte con il grave fatto di cronaca di ieri. Baby gang, bullismo o semplice bravata? Certo le conseguenze della mini estorsione – ma sempre di estorsione si tratta – ai danni dei compagni di classe costerà cara ai due ragazzini di 15 e 16 anni finiti al Beccaria perchè con la forza taglieggiavano i più deboli.
Sui metodi utilizzati dalla questura per gestire la faccenda nulla da dire. Un atto dovuto, come raccontano gli inquirenti, dal momento che il reato veniva consumato all’interno dell’istituto e, a dire il vero, addirittura in classe, come dimostra il rinvenimento delle banconote fotocopiate nelle tasche dei due ragazzi arrestati. Nessuna valenza pedagogica del gesto, insomma, da parte della polizia, ma solo un discorso chiaro e rivolto a tutti gli studenti, un fermo ammonimento più che altro: non isolate i compagni che hanno chiesto aiuto, soprattutto lasciateli stare.
L’arresto all’interno di una scuola non rappresenta certo un bel biglietto da visita, ma la criminalità giovanile non è un problema di etichetta, ma un male da combattere con le armi della prevenzione e l’educazione civica. Sta di fatto che dalla questura emergono dei dati che debbono far riflettere. Dalle ultime statistiche risulta infatti che la provincia di Varese «si attesta al 12° posto, tra le province italiane, per numero di reati commessi da minori in senso assoluto», come commentano gli inquirenti, «con una prevalenza di reati contro la persona».
Un fenomeno certamente preoccupante, che è emerso dai clamori della cronaca, per un arresto al suono della campanella, ma che non deve far abbassare la guardia agli insegnanti e alle famiglie.

Un’analisi condivisa dall’Asl di Varese. «Un’importante arma che abbiamo per combattere questo fenomeno, e che è anche la più efficace,  – spiega infatti il dottor Tosetto, del dipartimento dipendenze dell’Asl – è rappresentata dall’educazione. Per questo motivo appare importante riattivare aree educative fondamentali per la formazione dei giovani, come le famiglie e la scuola. A questo proposito abbiamo effettuato una ricerca su un campione di oltre 2000 ragazzi dai 14 ai 19 anni in 22 scuole della provincia, effettuata prima nel 2000 e poi ripetuta nel 2002. Da questo campione emerge un quadro di incremento del fenomeno del bullismo, collegato molto spesso con la violenza. Un fenomeno che si sviluppa, oltre che all’interno delle scuole, anche fuori dall’orario scolastico. Mentre il fenomeno alle medie inferiori è relegato nell’orario scolastico e spesso sono singoli ragazzini ad agire, alle superiori il fenomeno esce dalla scuola e arriva nelle strade, dove accade che vi siano vere e proprie bande che agiscono ai danni dei più deboli. La repressione serve solo quando le prepotenze si trasformano in reati: allora è giusto che le forze dell’ordine intervengano».
Anche secondo Anna Maria Martelossi, vicepresidente della commissione provinciale alle politiche sociali, il fenomeno non va preso sotto gamba. «Il 42 per cento dei ragazzi nelle scuole superiori e il 15 per cento delle studentesse hanno affermato di essere stati coinvolti nel corso dell’ultimo anno in scontri fisici. E’ un dato che deve far riflettere se si considera che molti dei ragazzi, dopo aver ammesso di aver subito uno scontro fisico con alcuni compagni, hanno manifestato il timore di ritornare tra i banchi di scuola. Da una ricerca svolta dalla Comunità  Montana della Valcuvia, inoltre, risulta che il fenomeno non si localizza solo nelle città, ma anzi cresce anche nei piccoli centri della provincia».


di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 23 marzo 2004
Leggi i commenti

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di VareseNews.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.