Diciotto arrestati per traffico di droga “etnica”

Sedici filippini e due italiani nella rete degli inquirenti per il commercio dello shaboo, una nuova e pericolosa droga

Arrivava in Italia grazie ad "insospettabili" stratagemmi – doppiofondo di ciabatte, di tacchi, addirittura cornici di quadri – e veniva spacciata da altrettanto insospettabili colf, maggiordomi, badanti. E’ lo shaboo, pericolosissima droga proveniente dall’oriente che ha fatto scattare le manette ai polsi di 18 persone, di cui 16 di origini filippine e due italiane, al centro di un’indagine della Guardia di Finanza di Varese. Altri sette implicati nel traffico sono in queste ore ricercati. La sostanza, un derivato delle anfetamine, è particolarmente diffusa nei paesi asiatici, e proviene dalla Cina. Il suo potere deviante è molto più potente della cocaina e si assume fumandola. Dai produttori locali viene venduta a circa 40 euro al grammo, mentre in Italia sul mercato la si trova addirittura a 200-300 euro il grammo e venduta in quarti di grammo.

La droga arrivava in Italia passando da i principali scali aeroportuali del nord Italia, soprattutto Malpensa, Orio al Serio, ma anche Bologna. Solo grazie all’intuito degli agenti è stato possibile rinvenire la sostanza, che è inodore. Da un anno a questa parte le attività investigative della Finanza, coordinate dal procuratore capo Antonio Pizzi e dalla dottoressa Ester Nocera, stavano dando esito positivo, con un progressivo intensificarsi dei sequestri di "ice", altro nome della sostanza, a cui sul mercato corrispondeva un aumento del prezzo.
Poi, il 16 di marzo, il blitz, con gli arresti. I due italiani implicati nell’inchiesta sono un uomo e una donna, che si occupavano anch’essi di smerciare la sostanza negli ambienti frequentati da italiani. Uno dei principali terminal della droga era Milano, dove gli inquirenti hanno identificato in un locale una importante base d’appoggio dello spaccio. In tutto ammontano ad oltre tre i chilogrammi della sostanza sequestrata per un valore complessivo di 800 mila euro. Sebbene il grosso degli arresti sia stata effettuata a Milano, la droga arrivava comunque anche in altre città, come Firenze, Parma, Bergamo, Brescia e in altri centri minori.

Il principale quantitativo dello shaboo rinvenuto dagli inquirenti – oltre 2 chilogrammi – è stato trovato tra le valige di una cittadina filippina arrivata in Italia con due bambini piccoli: teneva i sali da fumare all’interno di contenitori in plastica simili a quelli per il latte.

Lo shaboo è una delle droghe "etniche" che si stanno affacciando anche nei mercati italiani. Ha un effetto devastante e permette a chi la assume di rimanere alterato anche per 36 ore. Oltre ai consumatori filippini, lo shaboo sembra piacere anche ai consumatori italiani, che sempre più spesso cercano lo sballo con questa pericolosa sostanza.


di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 17 marzo 2004
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