Ds: «Bilancio aggressivo contro le famiglie e le attività commerciali»

Dure critiche dell'opposizione alla manovra economica presentata in consiglio comunale. L'assessore Soletta: «Attenzione al patto di stabilità»

Bilancio di lacrime e sangue, aumenti a tappeto sopratutto sui servizi di "alta priorità" sociale. L’opposizione non ci sta e attacca da lontano: «È un fatto inconfutabile – spiega Emiliano Cacioppo (foto), consigliere Ds a Palazzo Estense – che il governo da un lato promette di non aumentare le tasse, poi taglia drasticamente i trasferimenti agli enti locali. La realtà è che si riducono i servizi e aumentano i costi».
Nel mirino i trasferimenti dallo stato in conto capitale che scendono da 6milioni di euro del 2003 ad una stima di circa 1milione 754mila euro per il 2004; ma anche dalla quota di compartecipazione Irpef gli introiti del comune scendono da 17 a 15 milioni di euro. 
A fronte di oggettive difficoltà, la giunta Fumagalli risponde con un bilancio aggressivo e pressoché blindato, nel quale spiccano l’aumento delle tariffe sui servizi a domanda individuale e l’aumento dell’Ici sui fabbricati produttivi. L’assessore Soletta, in consiglio e in commissione bilancio, motiva la manovra appellandosi al patto di stabilità e alla necessità di adeguare la copertura ai servizi erogati. Nella partita del dare e avere dell’amministrazione, l’intento è passare, nel 2004, dal 44 al 48% di copertura delle spese. «Ragione anche condivisibile – continua il rappresentate dell’Ulivo – ma non nella scelta di aumentare proprio quei servizi ad altra priorità sociale per tante famiglie a scapito di altri servizi. Una maggiore sensibilità politica avrebbe dovuto far compiere altre scelte». 

In sintesi: se gli asili nido prevedono un aumento del 12% legato all’indice Istat, per gli altri servizi – scuole materne, mensa, doposcuola, pre-scuola, centri ricreativi estivi e via dicendo – si prevedono aumenti anche superiori al 50 per cento, in alcuni casi del 60%. 
Altre servizi prevedono invece aumenti inferiori. «Saranno aumenti più cauti ma progressivi nel tempo – spiega Soletta (foto) – non potevano di colpo aumentare di tantissimo servizi fino ad oggi fermi a tariffe basse da anni». Nelle pieghe del bilancio emergono con chiarezza i settori dove il Comune è "in perdita" e che, ciononostante,  saranno toccati da aumenti circoscritti: le palestre, con una copertura che anche nel 2004 è prevista per il 19%, gli impianti sportivi minori per il 9%, musei e mostre per il 14%, uso locali conferenze, 14%.
«A Soletta indichiamo un’altra via – replica Cacioppo – un aumento più cauto delle rette negli anni di tutti quei servizi indispensabili per le famiglie, per arrivare al risultato che vogliono ottenere oggi nel 2006. E chiediamo che venga fissata la gratuità per tutti i servizi ai nuclei famigliari con un reddito inferiore ai 7mila euro, non 4mila come propone il comune».
Anche sull’Ici l’opposizione non vuole fare sconti: da parte del consigliere Molinari della Margherita si è già gridato contro un presunto "partito del mattone" che beneficerebbe dell”ipotesi di alienazione di parte del patrimonio comunale, come annunciato dal vice sindaco Puricelli. 
«Il fatto poi che questa giunta abbia intenzione di abbassare la tassa sulle case sfitte – prosegue Cacioppo – la dice lunga su quali interessi vogliano tutelare: quella dei proprietari e delle immobiliari». 
Se prima, questo è il ragionamento, chi aveva una casa sfitta poteva essere incentivato ad occuparla, magari anche riducendo la richiesta economica, ora con la riduzione dell’Ici, scompare anche quell’incentivo. Chi ha una casa sfitta ci guadagna e può attendere tranquillamente di affittare a prezzi alti. «Sono cifre irrisorie – commenta Soletta – e poi ci pensa il mercato a calmierare i prezzi». L’unificazione poi ad una sola tassa relativa alle seconde case e a quella sfitte, al 6,5 per mille, secondo l’assessore al Bilancio serve a razionalizzare il lavoro degli uffici tecnici; in pratica uno snellimento delle pratiche burocratiche. «Mi è difficile capire – ironizza Cacioppo – come si possa giustificare una scelta antisociale con il bisogno di sveltire il lavoro degli uffici del comune».
Altro punto cruciale: l’aumento dell’imposta sui fabbricati produttivi: «Una prova di miopia – si attacca ancora da sinistra -. in una economia come la nostra dove non esiste quasi più la grande industria e tutto si basa sull’attività del piccolo artigiano, del medio piccolo esercizio che già è in difficoltà». 
L’atteggiamento è aggressivo, si prevede battaglia. Anche se i tempi sono strettissimi. Il bilancio, già pronto da qualche settimana, ma soggetto ad una continua opera di limatura, è stato presentato in tempo ma non lascia molti margini di manovra e di discussione. Sarà probabilmente votato l’ultimo giorno utile. Ovvio pensare ad una manovra blindata.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 05 marzo 2004
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