Ecologia, buoni a cattivi premiati da Legambiente

Legambiente consegna i Premi Attila e Cigno Verde Assenti i destinatari del "riconoscimento" al peggior inquinatore

Si è svolta in mattinata la consegna dei riconoscimenti, da parte del Circolo Legambiente di Busto Arsizio, a chi si è distinto nella tutela dell’ambiente (Premio Cigno Verde) e di chi invece l’ha devastato (Premio Attila). Il premio Cigno Verde è andato alla giovane maestra Elena Raimondi della scuola materna di Sant’Edoardo, che ha fatto avviare dai bambini la raccolta differenziata del sughero, quasi sempre sotto forma di turaccioli, oltre a svolgere una meritoria azione di educazione ambientale e sensibilizzazione all’amore per la natura. Il sughero è un materiale naturale piuttosto prezioso, oltretutto molto utile in edilizia per pannelli isolanti e solette; ogni anno Andrea Barcucci, promotore della raccolta presso il circolo Legambiente di Busto Arsizio, ne ottiene circa due quintali. Ciò che manca per completare la raccolta differenziata del sughero in maniera funzionale è un "mulino", ossia una macchina (anche di poche pretese) che possa sminuzzare i turaccioli e i pannelli in truciolato. Il circolo si appella ai periti meccanici in cerca di qualcuno che possa disegnare e costruire questo semplice tipo di macchinario. Il "Premio" Attila, invece, è andato quest’anno alla Società Gestioni Immobiliari, che in via del Bosco, una strada vicinale al confine tra i Comuni di Busto Arsizio e Castellanza e a due passi dal Parco Alto Milanese, ha costruito 10.000 mq di capannoni industriali, distruggendo i boschetti preesistenti. L’area interessata, dove già si sono insediate varie aziende, da agricola che era fu resa edificabile con una variante al Piano Regolatore Generale adottata dalla giunta Tosi al principio del 2001. Ciò fu reso possibile dalla legge regionale 23/97, che consente questo tipo di modifiche ai PRG con la semplice approvazione del Consiglio Comunale. La società "premiata" non si è presentata; erano invece presenti alcuni residenti della zona interessata, che hanno ricordato come i Comuni di Busto Arsizio e Castellanza non abbiano mai dato loro ascolto.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 06 marzo 2004
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