Gallarate punta su Malpensafiere per mostrare il suo nuovo volto

Si scaldano i motori per le decima edizione, la prima nel nuovo centro polifunzionale

Festa campestre ieri, vetrina per la città domani. Per la Fiera di Gallarate si profila un salto di qualità. Successo di pubblico ne ha sempre avuto, grazie agli spettacoli, le attrazioni e quel curioso allestimento in mezzo ai prati di Madonna in campagna che piaceva tanti ai gallaratesi in vena di passare una giornata spensierata. Un bell’impegno per il comune e le associazioni di artigiani e commercianti che ne costituivano il comitato organizzatore, ma scarso ritorno di immagine, al di fuori della città.
Per la decima edizione, la kermesse si sposta nel polo fieristico di MalpensaFiere. E’ il primo evento importante dopo l’ingresso del comune, a suon di euro, nel consiglio di amministrazione della società di gestione. Una scelta che non poteva più essere rimandata. Diciamo la verità: era un controsenso montare una tecnostruttura dal sapore "western" in mezzo ai condomìni, quando a soli due chilometri di distanza sorge uno dei più moderni e attrezzati centri espositivi della Lombardia.
La scelta arriva in un momento molto importante per la Provincia di Varese e per Gallarate. La città è in pieno fervore: ha in programma di costruire una nuova galleria d’arte, una biblioteca, un enorme business park sulla 336, un nuovo cinema teatro (Condominio), ristrutturare un altro teatrino per creare un circuito della cultura e del tempo libero, facendolo gestire a una fondazione di capitali pubblici e privati. Inoltre, dopo aver costruito un’area industriale con i fondi europei, si appresta a costruire nuove arterie per attirare traffico commerciale e distinguerlo da quello privato e darà vita, sul lato della formazione, a una nuova scuola superiore in una ex zona industriale. Infine, ha quasi pedonalizzato il centro storico, ed è in piena espansione immobiliare. 
Un dinamismo targato Forza Italia che si riflette anche in politica: Nino Caianiello appena nominato segretario nel partito di maggioranza, un assessore regionale, Massimo Buscemi, un parlamentare europeo, Paolo Pastorelli, un consigliere regionale Luca Ferrazzi.
Una città così può fare ancora la fiera campestre? Non può. «Certo – dice il sindaco Nicola Mucci – pensiamo a una formula simile allo scorso anno per favorire l’incontro e la socialità, ma cercheremo di introdurre delle novità». Innanzitutto cambia il nome. Addio a "Le piazze in fiera", nuovo nome ancora da trovare. 
Il punto è però un altro: «Questa fiera – continua il sindaco – deve diventare un’occasione di marketing territoriale  – ogni realtà deve essere rappresentata, anche culturale». Farete una vetrina dei tanti progetti che avete annunciato in questi tre anni? «Ci stiamo pensando – fa notare il primo cittadino – l’idea è quella di stimolare i visitatori a scoprire città. Faccio un esempio, potrebbe essere una buona idea portare le opere della galleria d’arte moderna a MalpensaFiere, proprio per farle conoscere al grande pubblico».
Le riunioni sono già cominciate. Il presidente della società di gestione, Romeo Mazzucchelli, è ottimista. Malpensa Fiere nasce per fare sistema e l’arrivo di Gallarate ne è una conferma. «MalpensaFiere è una risorsa dell’intero territorio – dice – chi critica il fatto che la fiera si sposti a Busto fa una polemica miope e di nessun contenuto». 

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 08 marzo 2004
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