Gli immigrati varesini: «I nostri auguri per una pronta guarigione»

Thierry Dieng, rappresentante dell'Anolf: «La sua politica non ci piace, ma con i nostri avversari vogliamo combattere ad armi pari»

«Per favore, non so come far arrivare i nostri auguri di pronta guarigione a Bossi. Fatelo voi per noi». Di messaggi, da ieri, ne sono arrivati molti e da più parti: ufficiali e non, di politici che con il Caroccio non hanno niente a che fare, e di cittadini comuni. Ma questi auguri hanno, diciamo così, un peso specifico diverso. Vengono dall’Anolf, l’Associazione Nazionale Oltre le Frontiere, che ha una sede anche a Varese. Non c’è chi non conosca Thierry Dieng, il co-presidente dell’Anolf, perché quando si parla di immigrati e di immigrazione lui è in prima fila. 
Ed è stato lui, oggi, a voler testimoniare la solidarietà dell’associazione che da sempre difende e tutela gli extracomunitari che vengono a vivere nel nostro Paese, ma anche i rifugiati e i profughi. 
Non un "atto dovuto", spiega Dieng, né l’intenzione di dimostrasi "migliori" di chi certo, a lui e a quelli come lui, non  ha reso facile la vita, ma, dice: «Noi preferiamo combattere i nostri avversari quando sono in piedi, e non a letto». 
«Non abbiamo davvero niente in comune con Bossi – dice ancora – non approviamo nulla del suo pensiero e del suo agire politico, ma non abbiamo ragioni per non unirci a chi spera che presto torni a combattere le sue battaglie. Noi combatteremo le nostre, ad armi pari». 

In tarda mattinata anche Samir Baroudi, rappresentante della comunità islamica varesina, ha fatto capolino nei reparti dell’ospedale di Circolo. «Sono qui per portare il sostegno della comunità islamica a Umberto Bossi – ha commentato Baroudi. Tutti ci auguriamo che esca presto dall’ospedale così da poterlo riabbracciare di nuovo»

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 12 marzo 2004
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