Ici bizzarra per i varesini

Resta al 4 per mille per la prima casa. Scende dello 0,5 per la seconda abitazione, ma cresce per tutte le strutture dedicate alle attività produttive

Alla faccia del contenimento delle imposte per le attività economiche. Il Comune di Varese nella pregevole intenzione di razionalizzare le aliquote Ici fa un autogol clamoroso: riduce l’imposta per chi ha seconda casa e la tiene sfitta e nel contempo tassa di più chi sceglie di gestire un’attività economica in città. 
Si proprio così, la proposta della Giunta, per bocca dell’assessore Soletta è quella di un aumento del 10% dell’aliquota Ici per le strutture dedicate ad attività economiche. Vale a dire che artigiani, commercianti, industriali, tutti indistintamente pagheranno di più. L’Ici passerebbe, se approvata come proposta, dal 5,9 a6,5 per mille.
Qualche esempio? Partendo proprio dagli uffici, un immobile in centro, zona viale Aguggiari classificato "A10" (terziario e simili) che produce un reddito catastale di 1.141,37 euro vedrà, alla fine dei conti, un incremento dell’Ici attorno al 10 per cento. Si passerà cioè dai 353,54 euro pagati applicando l’aliquota del 5.9 per mille, ai 389,49 con gli aumenti prospettati.
Ma a tirare la cinghia non è solo il terziario. Un artigiano con bottega in via Garibaldi, in zona Biumo, proprietario di un immobile dal valore catastale di 1.303,23 euro paga oggi circa 274 euro. Con la nuova aliquota, che riguarderà tutte le tipologie rientranti nella classe "C" – negozi, botteghe, laboratori, piccole officine ecc. – ne occorreranno 302.
Stessa situazione per i fabbricati classificati nella categoria "D8": opificio e industria. E’ ad esempio il caso di un fabbricato in zona Iper. Il reddito catastale è alto: 3.501,58 euro; si tratta di un immobile adibito ad attività produttiva, un’industria. Qui dai 1084,61 euro di Ici al 5.9 per mille, con le novità del bilancio 2004 si arriverà a pagare una maggiorazione che supera i 100 euro: sul bollettino postale la cifra sarà di 1194.91 euro. Anche qui oltre il 10 per cento.

In tutti i casi l’introduzione del nuovo regime impositivo produrrà aumenti che, specialmente per le piccole attività, influiranno tra le tante voci di spesa che gravano sull’economia.

L’assessore nel presentare questa novità si è indignato per le reazioni di alcuni consiglieri dell’opposizione. Soletta aveva affermato che le case sfitte in città ci sono perché non ci sarebbe una domanda di affitti. Questo sarebbe dovuto al fatto che oltre l’80% dei cittadini residenti hanno un immobile in proprietà. A confutare la tesi dell’assessore basterebbero due tre telefonate alle agenzie immobiliari, ma la domanda che ci si dovrebbe porre è: ma non siamo una città universitaria? E le migliaia di studenti dove vivono? E i cittadini extracomunitari? E i ricercatori, i professori? E tutti quelli che lavorano a Malpensa di passaggio?
Varese riduce le tasse a chi pratica la rendita e le alza a chi produce: un raro esempio di virtuosità. Complimenti.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 02 marzo 2004
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