Il bilancio arriva in Consiglio. Ed è subito battaglia

E' cominciata ieri sera la maratona per l'approvazione del documento. L'opposizione: «Emendamenti impossibili»

E’ iniziata ieri sera la maratona per l’approvazione del Bilancio 2004. In un Consiglio comunale senza Sindaco e Vicesindaco, le forze politiche si sono confrontate sull’atto più importante dell’amministrazione comunale.
D’accordo nell’ammettere che quello di quest’anno non è il migliore dei bilanci possibili, maggioranza ed opposizione forniscono motivazioni molto distanti tra loro per giustificare le carenze di spesa. Da Nidola (Forza Italia) a Salerno (Udc) tutti gli esponenti della maggioranza ricordano che il bilancio non è qualcosa di astratto, ma si inserisce in un contesto politico-economico ben definito: «Siamo in un periodo di crisi economica a livello nazionale ed internazionale – sottolinea il consigliere centrista – mentre con l’ultima Finanziaria sono state tagliate notevoli risorse agli enti locali: considerati questi fatti indipendenti dalla volontà del Consiglio comunale, quello di quest’anno è un buon bilancio coerente con il programma dell’amministrazione».

L’opposizione non ci sta a giustificare la pochezza del bilancio solamente con considerazioni economiche generali ed attacca la maggioranza su alcune scelte fondamentali, considerate fortemente penalizzanti per i cittadini. Il leader dell’Ulivo Alfieri boccia il bilancio su tutta la linea, definendolo praticamente inemendabile perché ispirato a scelte di fondo in nessun modo condivisibili: «Aumentano sia le aliquote e le tariffe sia i costi dei servizi a domanda individuale, soprattutto quelli educativi, e l’impatto sulle famiglie sarà tremendo. Il centrodestra si è ispirato ad una logica puramente economicista, senza considerare l’efficacia sociale dei provvedimenti come criterio principale di scelta». Duro anche il giudizio sulla capacità di programmazione della Giunta: «Sarà realizzato solo il 26% degli investimenti previsti, mentre decisioni importanti come quelle riguardanti il Palaghiaccio e la piscina comunale vengono continuamente rimandate». Zappoli (Prc) punta il dito contro la gestione poco limpida delle società partecipate come Aspem ed Avt: «Queste aziende sono cronicamente in crisi e portano fondi irrisori alle casse comunali, eppure non è mai stata presa in considerazione la possibilità di sollevare gli attuali dirigenti dai propri incarichi, ottenuti più per fedeltà politica che per competenze professionali». Raimondo Fassa critica l’assoluta mancanza di idee innovative nel bilancio: «Si pone molta enfasi su alcuni punti, il "Piano strategico" ad esempio, ma in realtà non vi è nulla di concreto, sono le solite cose di cui si parla da anni perennemente riciclate. Questo è un bilancio autoreferenziale – continua l’ex sindaco – con l’unica preoccupazione di far quadrare i conti, non offre nulla ai cittadini».

Nonostante le numerose critiche, il centrodestra è compatto nel difendere le proprie scelte in materia finanziaria. La capogruppo di Forza Italia, Maria Franca Pajetta, risponde alle accuse di aver aumentato le tasse e ridotto i servizi: «Le tariffe erano ferme dal 1998, un adeguamento ai parametri odierni era inevitabile; oltretutto nel proporre il nuovo sistema fiscale ci siamo impegnati a salvaguardare le fasce più deboli. Per quanto riguarda i servizi invece – prosegue il consigliere forzista – a Varese l’offerta è eccellente, invito l’opposizione a considerare più attentamente la realtà». Martedì atto secondo, con la discussione degli emendamenti.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 27 marzo 2004
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