«Lazzaroni, adesso vedremo se siamo stati presi in giro»

I sindacati sulla sentenza del giudice in programma per giovedì. Incertezza sulla nascita della nuova società "Il biscottificio di Saronno"

«È il momento della verità per la Lazzaroni, domani sapremo se finora siamo solo stati presi in giro e se da settembre rimarranno a casa tutti i lavoratori». Parole chiare di Domenico Lumastro, segretario provinciale della Flai-Cgil; parole che sottolineano la crescente attesa per la decisione del giudice sulla richiesta di sfratto avanzata dalla proprietà degli stabilimenti dove è attualmente situata la Lazzaroni.

Nei giorni scorsi i proprietari degli stabili hanno avanzano alla Lazzaroni una proposta per un nuovo contratto di affitto. «Ma l’amministratore delegato ci ha detto di confidare nella sentenza del giudice e di voler rimanere alle attuali condizioni, senza aumento dell’affitto – spiega Lumastro -. Finora non c’è nessun accordo tra le due parti prima della decisione del giudice, attesa per domani mattina. Sicuramente domani sapremo se la proprietà dell’azienda ci ha solo preso in giro in questi mesi o se vi è veramente la volontà di creare un nuovo biscottificio dove far lavorare i dipendenti rimasti». Infatti non vi è ancora nulla di certo sulla creazione del "Biscottificio di Saronno", la società che dovrebbe nascere dalle "ceneri" della Lazzaroni per rilanciare la produzione degli amaretti. «La cassa integrazione scade a settembre, i mesi passano e non si sa ancora nulla – conclude Lumastro -. Vediamo cosa succede con la decisione del giudice».

Buone notizie, invece, per i lavoratori già in cassa integrazione, attualmente una quarantina. Il 10 e 11 marzo inizieranno gli incontri di gruppo, organizzati in accordo con la Provincia di Varese, al centro dell’impiego di Saronno. Incontri destinati a un eventuale ricollocamento di queste persone e ai quali seguiranno poi degli incontri individuali.  


di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 03 marzo 2004
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