Negata estradizione per il sospetto terrorista: «Nessuna prova»

Arrestato il 19 ottobre dalla Digos era indicato dalle autorità del suo paese come elemento pericoloso. La corte d’appello non è però d’accordo

Il Marocco lo accusa di avere legami con il gruppo terrorista che ha compiuto la strage di Casablanca (e che sarebbe coinvolto nelle stragi di Madrid) ma la quinta sezione della Corte d’appello di Milano non ha dato credito alle imputazioni. Mohamad Raouiane, 33 anni, marocchino sposato con due figli, residente a Malnate, operaio con regolare permesso di soggiorno, è stato scarcerato venerdì scorso, dopo 5 mesi di detenzione. I giudici hanno ritenuto generiche e approssimative le accuse formulate a suo carico dalle autorità marocchine, in base alle quali era stato arrestato, dalla Digos di Varese, lo scorso 19 ottobre 2003.
Gli investigatori della questura lo avevano descritto come un uomo tranquillo. Residente in Italia dal 1990, dopo otto anni a Torino, si era trasferito nella nostra città. Frequentatore della moschea di via Giusti, si è finora distinto, all’interno della comunità, per avere curato la vendita di oggetti religiosi; islamico rigoroso, osservante, praticante. Fin qui la descrizione degli investigatori. Che però precisavano: «Raouiane non ha mai commesso alcun reato in Italia».
Era stato arrestato «sulla parola», dando credito dunque a quanto scritto sui documenti trasmessi dal Marocco all’Italia, in forza di un accordo del 1971 sull’estradizione.
Raouiane sarebbe appartenente del “Gruppo Islamico Combattente Marocchino”, costituito nel 2000 a Istanbul dai combattenti che avevano partecipato alla guerra in Afghanistan, con lo scopo di instaurare uno stato islamico in Marocco. Da loro partirebbe la rete che porta alla “holding” del terrorismo mondiale: Al Queida.
In particolare, secondo le accuse, Raouiane sarebbe stato in contatto con Salaheddin Banyaiche, arrestato in Marocco proprio per la strage di Casablanca del maggio 2003, la cui mente il braccio destro di Bin Laden, lo sceicco Zarkawi. E qui la vicenda di Raouiane, il tranquillo operaio di Malnate, si intreccia con l’orribile strage di Madrid. Secondo quanto emerso dalle indagini delle autorità spagnole, Jamal Zougam, il marocchino arrestato e sospettato di essere uno degli assassini che hanno piazzato uno zaino bomba su un treno diretto alla stazione di Atocha, ha avuto stretti contatti con Salaheddin Banyaiche, lo stesso presunto terrorista a cui viene in un certo senso associato l’operaio di Malnate dai documenti dello stato marocchino.
A quelle carte, però, non si può dare credito. Questo è quanto deciso dai giudici. Le accuse appaiono infatti “generiche e approssimate”, e non indicano né il tempo né il luogo nel quale sarebbe stati commessi i reati ascritti; lo stesso vale per la partecipazione alle attività del Gicm. Il terrorismo c’è, le prove a carico di Raouiane, oggi, no.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 16 marzo 2004
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