«Questa pedemontana non s’ha da fare»

I partiti di minoranza, comitati cittadini e Legambiente criticano il tracciato della nuova autostrada, che passa nell'area di spagliamento di Rile e Tenore

Questa Pedemontana non s’ha da fare, o per lo meno non così. E’ il “succo” dei due comunicati stampa, sottoscritti da Ulivo, Germoglio, Rif. Com., Italia dei Valori, Comitato Rione Sud, Comitato Rifiutiamoci e Legambiente, che presentano le osservazioni al progetto preliminare per la nuova autostrada relativamente al territorio di Cassano Magnago. Nel primo, a cura del gruppo consiliare “Il Germoglio”, si contesta che il tracciato proposto passerebbe sopra fabbricati esistenti ma non presenti nella planimetria utilizzata per la progettazione; inoltre esso si troverebbe ad appena 20 metri dai terreni della caserma NATO “Ugo Mara” di Solbiate Olona, con quali problemi di sicurezza e permessi è facile intuire. Inoltre viene stigmatizzato il fatto che il tracciato risparmia alcuni terreni semiabbandonati mentre passa per aree a carattere residenziale e produttivo per nulla idonee ad ospitare un’opera di tale impatto; si ventila l’ipotesi che si vogliano difendere certi terreni a scapito di altri. La contestazioni più articolata resta comunque quella sul carattere dell’area dello svincolo, caratterizzata da un elevato rischio idrogeologico per lo spagliamento di Rile e Tenore (e nella quale il progetto preliminare prevede un ponte sull'”Olona”, che in realtà scorre alcuni chilometri ad oriente; si tratta in realtà del torrente Tenore). Per evitare queste difficoltà e la proliferazione di bretelle di collegamento a destra e a manca, si propone di spostare lo svincolo della Pedemontana con l’Autolaghi all’altezza dell’attuale casello di Busto Arsizio. Il secondo comunicato, sottoscritto da tutti i partiti e le associazioni succitati, riprende la tematica del rischio idrogeologico, sottolineando come recenti interventi di regimazione idraulica abbiano portato ad un netto incremento della portata del Rile; si chiede che prima di dare inizio ad ulteriori lavori nella zona siano messi in sicurezza gli alvei e le zone di spagliamento dei torrenti. In parole povere, a detta degli estensori delle osservazioni occorre una “seria e adeguata” analisi idraulica del territorio interessato, e la revisione integrale del progetto dei primi tre chilometri della Pedemontana, nonché dei vari raccordi e bretelle già progettati.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 19 marzo 2004
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