Scambio di tombe, al cimitero di Belforte arriva “Striscia la notizia”

Varese – Il legale di una delle famiglie: "Per i miei clienti c'è stato un forte danno morale"

Se è vero che una cosa per esistere deve diventare un fatto mediatico, lo è a maggior ragione se è il mezzo che lo amplifica è la televisione. Se poi la televisione, nello specifico, si chiama “Striscia la notizia”, la piccola notizia diventa un fatto dal potenziale bacino di ascolto di qualche decina di milioni.
La vicenda legata al presunto scambio di tombe al cimitero di Belforte, rivelata da Varesenews, ha fatto il salto di qualità. E sabato sera, tra un Gabibbo e una velina ha fatto la comparsa nel tg satirico di Antonio Ricci.
La vicenda, in breve, è questa. Due tombe, rispettivamente di un uomo e di una donna, morti circa 15 anni fa. Qualche settimana orsono, dopo un controllo dei registri cimiteriali qualcuno si accorge che l’ordine di sepoltura non corrisponde alla disposizione dei monumenti marmorei. Forse per tutti questi anni i parenti hanno pregato sulla tomba sbagliata. Reazione sdegnata da parte dei parenti dell’uomo. Vanno in comune, vogliono parlare con il sindaco chiedono un risarcimento, si affidano ad un legale.
Quando arriva Striscia, non c’è nessuna novità nella vicenda. Però l’inviato Max Laudadio risponde alla lettera della figlia del defunto e si reca sul posto.
Intervista il custode del cimitero che racconta come plausibilmente possono essere andati i fatti: un possibile errore del marmista o del custode d’allora. E poi chiedo conto all’avvocato della famiglia.
Da lui arriva il colpo duro: codice e regolamento comunale alla mano, l’avvocato chiama in causa direttamente il sindaco, responsabile ultimo – secondo il regolamento di polizia cimiteriale – anche di questi aspetti.
Il legale e la donna insistono sul danno morale subito. Ma non si esprimono ancora su come e quanto l’eventuale risarcimento debba quantificarsi. Riesce difficile pensare al sindaco Fumagalli così come ai suoi predecessori responsabili eventualmente di una distrazione avvenuta alla fine degli anni ottanta. Ma questa pare essere la strategia scelta dalla famiglia. In attesa di novità sul piano legale, si è ancora in attesa che l’ufficiale sanitario venga a predisporre la riesumazione dei corpi per stabilire ufficialmente se di equivoco si è trattato.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 15 marzo 2004
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